Il caso della prima donna italiana incinta contagiata dal virus Zika è divenuto oggetto di uno studio del Department of Perinatology dell’University Medical Center di Lubiana (Slovenia), pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’. “La donna è stata colpita dal virus Zika in Brasile e solo alla 22esima settimana le è stata diagnostica un’anomalia al feto dovuta proprio allo Zika così è dovuta andare ad abortire in Slovenia. Da parte mia le scuse alla donna e un grazie ai colleghi sloveni“: è la denuncia di Silvio Vitale, esponente radicale e vicecapogruppo del Partito democratico a Torino e responsabile del Servizio di Ivg dell’Ospedale S.Anna di Torino. “E’ una vergogna che una donna italiana con il feto gravemente compromesso dal virus Zika, sia stata costretta ad andare clandestinamente in Slovenia per interrompere la gravidanza. Mi auguro che nessuno, tanto meno la ministra Lorenzin si azzardi a dire che la donna avrebbe dovuto portare a termine la gravidanza ed, eventualmente, non riconoscere il neonato. Credo che il ministro Lorenzin dovrebbe chiedere scusa e ringraziare i medici sloveni. In attesa che lo faccia lei lo faccio io interpretando il sentimento dei medici italiani che ogni giorno si occupano di diagnosi prenatale e della legge 194“.
Virus Zika: il caso della prima italiana incinta contagiata è oggetto di studio


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