Abbondante nevicata in Sila, scenari da sogno: la natura incontaminata si tinge di bianco [FOTO]

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Sulla Sila, montagna antichissima nel cuore dell’azzurro Mediterraneo, ammantata da interminabili foreste di pini larici, abeti e faggi, la neve è ritornata finalmente copiosa, specie nella nottata appena passata e in modo intermittente fino a poco fa. Le immagini che ci giungono direttamente dall’altipiano selvaggio della Sila, sono di Gianluca Congi, noto appassionato ed esperto di natura, profondo conoscitore di questa splendida zona della Calabria centrale. Nelle prime ore del mattino, a San Giovanni in Fiore (CS), sui 1100 metri di quota, c’erano circa 12 cm di neve fresca, a Lorica di San Giovanni in Fiore (CS), a 1305 mt, oltre 20 cm, stessa cosa a Camigliatello Silano nel comune di Spezzano della Sila (CS) a 1278 mt.

Gianluca Congi © - 5Le nevicate più abbondanti, si sono registrate sui rilievi oltre 1500-1600 metri, in particolare tra Montenero (1881 mt.), Monte Curcio (1788 mt.) e Monte Botte Donato (1928 mt.), le vette più elevate del magnifico altipiano dal magico incanto, dove ha imperversato una bufera che in alcuni punti ha accumulato in media, circa 60 cm di neve, sebbene, in alcune zone, magari pure favoriti dal vento, gli accumuli superano anche il metro, come a Botte Donato, da dove ci giungono parte delle immagini. Le foto inedite che vi presentiamo, riprendono in particolare, il Lago Ampollino, nel Parco Nazionale della Sila, tra i comuni di San Giovanni in Fiore (CS), Cotronei (KR) e Taverna (CZ), dove sono caduti oltre 25 cm di neve nonché, come già detto, le alture del Monte Botte Donato (1928 mt.) tra i comuni di Pedace (CS) e Serra Pedace (CS), il tetto di tutta la Sila, da dove, nelle giornate serene e con le condizioni meteo ottimali, si osservano l’Etna, le Isole Eolie e altri scenari mozzafiato!

Gianluca Congi © - 2Tra le immagini, sono presenti anche alcuni uccelli osservati stamane, nel Parco Nazionale della Sila, durante la nevicata, in sequenza: uno Zigolo muciatto, dei lucherini (proprio oggi, Gianluca Congi, ha registrato almeno 500 individui di questa specie nei boschi di San Giovanni in Fiore, un gruppo enorme, sicuramente tra i più consistenti mai osservati negli ultimi tempi, specie in questo periodo, in tutto il Meridione d’Italia), due gabbiani reali sotto la tormenta di neve nel cuore della Sila, un Airone cenerino a riposo su un Pino laricio innevato e delle alzavole, intente alla toilette, nelle gelide acque dell’Ampollino!

Gianluca Congi © - 11Quest’anno, in Sila, la neve è caduta davvero in maniera molto inferiore che rispetto agli altri anni, pur se già a novembre si era registrata una nevicata, specie a partire dai 1400 metri, poi niente, con la ricomparsa in maniera abbondante a metà gennaio, dopodiché un febbraio anomalo e con temperature davvero insolite, a tratti primaverili, che hanno sciolto la già poca neve presente.  Il mese di marzo, è già iniziato però minaccioso, sono quattro giorni che sta nevicando a fasi alterne, portando la neve, anche a quote più basse, specie nel cosentino, dove ha fatto la comparsa anche nei paesi della Presila. Da queste parti non c’è mai da stare tranquilli, a San Giovanni in Fiore (CS), ci sono un paio di detti che da sempre caratterizzano la vita sociale, economica e spirituale di questa comunità di montagna, il primo afferma che: “aprile fa ardere le doghe del barile”, mostrando l’indole non del tutto primaverile del primo mese pieno della primavera,  mentre un altro, davvero caratteristico, afferma che “fino a San Giovanni – che è il 24 giugno – non cambiare i panni (vestiti), e se vuoi stare sicuro, aspetta la mietitura (che da queste parti si fa in luglio)”.