Ci mancava il selfie con il dirottatore di aerei. Ad averne l’esclusiva in anteprima mondiale è Benjamin, un giovane passeggero britannico che stamattina si trovava sull’A320 della EgyptAir dirottato da un cittadino egiziano, Said al-Din Mustafa. A testimoniare l’accaduto c’era anche un italiano, Andrea Banchetti di Terni ma residente a Genova: “il dirottatore era tranquillo e ci diceva di stare tranquilli, ha fatto anche un selfie con un passeggero“. Dopo qualche ora di paura, il dirottamento del volo con 56 passeggeri a bordo s’è concluso con un lieto fine: nessun morto, nessun ferito. Il volo è stato costretto ad atterrare all’aeroporto cipriota di Larnaca da un uomo che affermava di avere con sé una cintura esplosiva: dopo ore di trattative il dirottatore si è arreso ai poliziotti, che lo hanno arrestato e lo stanno ora interrogando; equipaggio e passeggeri sono tutti sani e salvi.

L’uomo è stato identificato dal Ministero degli Esteri cipriota come Said al-Din Mustafa, secondo fonti del Cairo un cittadino egiziano; in precedenza era stato indicato il nome di Ibrahim Samaha, un docente universitario che era invece fra i passeggeri liberati. Rimane un mistero l’effettivo movente del dirottamento: l’uomo avrebbe chiesto di poter vedere l’ex moglie, residente in una località non lontana dall’aeroporto, ma secondo altre fonti avrebbe richiesto di incontrare un rappresentante dell’Unione Euroepa, o ancora la liberazione dei prigionieri politici in Egitto. L’unica certezza, come ha sottolineato il presidente cipriota Nicos Anastasiades, è che non si tratta di un atto di terrorismo ma di un episodio isolato dettato da “motivi personali“; secondo le autorità cipriote l’uomo è apparso tuttavia “mentalmente instabile” agli agenti che lo hanno arrestato e si tratterebbe dunque di uno “squilibrato“.

Il volo MS181, un collegamento interno, era decollato da Alessandria diretto al Cairo: il dirottatore ha contattato la torre di controllo di Larnaca alle 7.30 ora italiana, ricevendo l’autorizzazione all’atterraggio venti minuti più tardi. Pochi minuti dopo l’atterraggio era stata fatta scendere la maggior parte dei passeggeri, ed a bordo erano rimasti quattro ostaggi di nazionalità straniera, fra cui un cittadino italiano, e un numero non precisato di membri dell’equipaggio. Successivamente erano state liberate altre persone, fra cui l’italiano, e il dirottatore era rimasto a bordo insieme a tre passeggeri e quattro membri dell’equipaggio; altre quattro o cinque persone erano infine scese dall’apparecchio – una di queste calandosi dall’oblò della cabina di pilotaggio – pochi minuti prima che l’uomo si arrendesse.

Mustafa è risultato disarmato, e a bordo la polizia non ha trovato alcuna traccia di esplosivo: dubbi sulla cintura erano stati avanzati anche dalle autorità egiziane, che tuttavia hanno sottolineato come l’equipaggio avesse ritenuto più prudente comportarsi come se la minaccia fosse reale per garantire la sicurezza dei passeggeri. Le persone a bordo – secondo la testimonianza di Samaha – non si sono rese conto del dirottamento: l’equipaggio ha ritirato loro i passaporti e hanno solo notato che l’apparecchio non aveva iniziato la discesa verso il Cairo ma aveva invece guadagnato quota, prima che il comandante li informasse che la destinazione del volo era ora Larnaca; inizialmente come motivo del cambio di aeroporto era stato indicato un problema tecnico all’apparecchio, e solo successivamente i passeggeri sono stati informati del dirottamento in corso.
I precedenti penali del dirottatore

Il dirottatore dell’aereo di Egyptair, che si è consegnato alle autorità cipriote dopo avere costretto l’atterraggio del velivolo all’aeroporto di Larnaca, ha diversi precedenti penali. È quanto riferisce il ministero dell’Interno egiziano spiegando che l’uomo, identificato come Seif Eldin Mustafa di 58 anni, ha precedenti per rapina di diverso tipo, truffa, falsificazione di documenti, sostituzione di identità e altri reati legati alla droga. Stando alle informazioni diffuse, Mustafa fu condannato a un anno di carcere per falsificazione ma fuggì dal carcere a gennaio 2011 nell’ambito della rivoluzione egiziana, durante la quale molti detenuti comuni e politici riuscirono a scappare dalla prigione. Nel 2014 rientrò in carcere per finire di scontare la condanna e, dopo averlo fatto, fu liberato a gennaio 2015. Il ministero dell’Interno egiziano, inoltre, conferma che Mustafa è nato il 26 giugno del 1957 al Cairo ed era sposato con una cipriota, alla quale voleva consegnare una lettera all’arrivo sull’isola. L’uomo è riuscito a dirottare a Cipro l’Airbus A320 che copriva la tratta Alessandria – Il Cairo. A Cipro il velivolo è atterrato alle 7.50 ora locale. Il ministero dell’Interno egiziano ha assicurato che Mustafa è stato sottoposto alle “misure di sicurezza in base ai criteri internazionali” nell’aeroporto Burg al Arab di ALessandria prima di imbarcarsi. Il bagaglio a mano e gli oggetti personali sono stati controllati e gli è stato permesso di salire a bordo, ma l’aggressore li ha usati fingendo di avere una cintura esplosiva, anche se alla fine le autorità cipriote hanno accertato che sull’aereo non c’erano esplosivi.
La testimonianza del pilota: “dirottatore sembrava anormale”

Il pilota dell’aereo Egyptair dirottato stamattina a Cipro mentre stava compiendo la tratta da Alessandria al Cairo, Omar al-Gammal, ha detto a Reuters che il dirottatore sembrava “anormale“. Raggiunto telefonicamente da Reuters Gammal (dalla voce sembrava esausto), ha spiegato di essere stato obbligato a trattare la cintura esplosiva come una minaccia grave della sicurezza. “Non sono nelle condizioni di parlare“, ha detto. Il ministero dell’Aviazione civile dell’Egitto aveva riferito che il pilota aveva detto alle autorità che era stato minacciato da un passeggero che sosteneva di indossare una cintura esplosiva e che lo ha costretto appunto a portare l’aereo a Larnaca.
I parenti del dirottatore: “non è un terrorista”

I parenti del dirottatore del volo EgyptAir 181 hanno confermato che l’uomo “non svolgeva alcuna attività terroristica”, né apparteneva ai Fratelli musulmani. I congiunti hanno però rivelato che l’uomo aveva problemi “finanziari” e “chiedeva in prestito denaro ad amici”. Lo riferisce il sito egiziano Veto, aggiungendo che gli inquirenti proseguono le indagini e gli interrogatori dei parenti per svelare il motivo del suo gesto. Il sito Youm7 precisa che l’uomo, nato il 23 luglio 1957, ha commesso “16 crimini di contraffazione” anche di assegni, “furto e spaccio di droga”. Aveva anche fondato una compagnia “fasulla” intitolata a suo nome, la ‘Seif ElDin Food Import and Exports’ al fine di “coprire i suoi traffici” ed era stato arrestato tre volte: condannato nel 2010 era evaso durante la rivoluzione egiziana del gennaio 2011, ma si era costituito nel 2014 scontando la pena l’anno scorso. Il dirottatore risiede a Helwan, agglomerato a sud del Cairo, ed era stato cacciato dalla Facoltà di Legge della Beirut Arab University (Bau) di Alessandria.


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