Il direttore delle antichità siriane Maamoun Abdulkarim, al termine del primo sopralluogo a Palmira, strappata all’Isis, ha tirato un sospiro di sollievo: “Ci aspettavamo il peggio ma il complesso è in buono stato. Avremmo potuto perdere completamente Palmira“. Le antichità nella zona sud-occidentale sarebbero quelle meglio sopravvissute alla furia dei jihadisti sunniti.
Gli uomini del sedicente califfo Abu Bakr al Baghdadi hanno conquistato Palmira a maggio 2015 e, oltre ad uccidere il curatore (un archeologo 82enne), hanno fatto saltare in aria con il tritolo il grande tempio di Bel, di Baal Shamin, le torri funerarie romane e l’arco di Trionfo. Fortunatamente rimangono quasi intatte l’Agorà, il teatro romano e le mura delle città.


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