Clima: cambiamenti climatici minacciano le risorse ittiche dell’Adriatico e del lago di Garda

MeteoWeb

Nel’Alto Adriatico gli effetti del riscaldamento delle acque sono “attesi produrre notevoli modificazioni delle comunita’ nectoniche, organismi sul cui sfruttamento si basa sia l’attivita’ di pesca che l’acquacoltura“. I ricercatori dell’Università Ca’ Foscari Venezia vogliono approfondire queste questioni così da suggerire possibili strategie di adattamento che possano permettere  alle attività economiche legate alle risorse ittiche lacustri e marine di rispondere in maniera efficace ai cambiamenti climatici. Tutelare gli ecosistemi acquatici è l’obbiettivo finale di un nuovo progetto di ricerca internazionale. Il lago di Garda e l’Alto Adriatico sono due tra i sedici casi di studio che saranno analizzati da 21 istituzioni e 21 paesi.

Il progetto si intitola “CLIMEFISH” acronimo per “Co-creating a decision support framework to ensure sustainable fish production in europe under climate change‘ e sarà finanziato con oltre 5 milioni di euro proprio nell’ambito del programma europeo Horizon 2020. L’attività di pesca in Italia ha prodotto 900 milioni di fatturato ed ha portato all’occupazione di più di 28.000 addetti. “L’alto Adriatico, in relazione alle peculiari condizioni geografico-climatiche, rappresenta un interessante caso di studio per l’analisi degli effetti dei cambiamenti climatici sull’ecosistema marino- spiega Fabio Pranovi, professore di Ecologia al Dipartimento di Science ambientali, Informatica e Statistica- esso, infatti, e’ caratterizzato dalla presenza di specie ad affinita’ termica fredda, piu’ vulnerabili all’aumento delle temperature, ed ospita anche alcuni ‘relitti glaciali’, cioe’ specie giunte durante le ultime glaciazioni, sopravvissute solo in alcune aree limitate e non presenti in altre aree del Mediterraneo“.

Gli effetti del riscaldamento delle acque  “sono quindi attesi produrre notevoli modificazioni delle comunita’ nectoniche, organismi sul cui sfruttamento si basa sia l’attivita’ di pesca che l’acquacoltura- dice Pranovi- d’altro canto, il lago di Garda ospita anch’esso una specie, il coregone, tipica di ambienti a clima piu’ freddo e soggetta a pesca commerciale. Sara’ quindi estremamente interessante comparare la situazione italiana con quella d laghi piu’ settentrionali quali quelli del centro Europa o addirittura scandinavi“. L’obbiettivo è quello di sviluppare modelli in grado di stimare quali potrebbero essere gli impatti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi. Alla luce di questi scenari, gli scienziati saranno poi in grado di mettere a disposizione delle istituzioni degli strumenti in grado di prendere le decisioni in modo efficace.