Un nuovo modello elaborato da scienziati della University of Queensland e della Griffith University, ha preso in considerazione l’uso di energia per persona, insieme con la crescita economica e demografica, per prevedere l’andamento delle emissioni di CO2 e i corrispondenti aumenti di temperatura. Soprannominato “global energy tracker”, il modello ha evidenziato che per il 2030 le temperature medie saliranno di 1,5 gradi sopra i livelli preindustriali e mostra un intensificarsi del riscaldamento globale maggiore di quanto previsto: “Più l’economia cresce, più energia viene consumata. Economisti e ambientalisti sono dalla stessa parte e raggiungono la stessa conclusione: dobbiamo agire adesso e non abbiamo molto tempo“, spiegano gli esperti.
L’uso di energia per persona sarebbe destinato a sestuplicarsi entro il 2050, con conseguenze catastrofiche per le temperature, se si considera una crescita economica media annua del 3,9% e una popolazione mondiale che raggiungerà i 9 miliardi. “Abbiamo una scelta: accelerare verso un pericoloso riscaldamento globale con l’uso di combustibili fossili, oppure passare rapidamente alle energie rinnovabili“.


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