Endometriosi: ecco come riconoscere il principale nemico della fertilità

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L’endometriosi colpisce una percentuale elevata di donne, tra il 10 e 30%, ed è considerata una delle principali cause di infertilità. Sabato alle 11 a Roma e in più di 50 capitali del mondo la Endomarch sarà presente per sensibilizzare sulla malattia. Nella Giornata mondiale dedicata all’endometriosi, IVI, l’Instituto Valenciano de Infertilidad che ha da poco aperto il primo centro in Italia, a Roma, vuole richiamare l’attenzione su diffusione, sintomi e possibili cure di questa patologia che rappresenta il principale nemico della fertilità. Il mancato riconoscimento dei sintomi e la mancanza di specialisti in questo specifico campo della ginecologia contribuiscono, infatti, al diffondersi di questa malattia che va a discapito della qualità della vita delle donne che ne soffrono, a volte senza saperlo. Il Gruppo IVI pioniere nel campo della ricerca su questa malattia che colpisce un quarto delle pazienti ha attivato in tutte le cliniche spagnole un’unità dedicata all’endometriosi in grado di accelerare le tempistiche di diagnosi e trattamento, al fine di attenuare le conseguenze di una malattia che ad oggi colpisce tra il 5% e il 10 % della popolazione femminile.

La malattia consiste nella formazione e crescita di tessuto endometriale al di fuori dell’utero, in particolare nella cavità pelvica e nelle ovaie, dietro l’utero, nei legamenti uterini, nella vescica o nell’intestino (sebbene possa verificarsi anche al di fuori dell’addome come nei polmoni o in altre parti del corpo) causando gravi crampi con sanguinamento irregolare e pesante, così come cisti nelle ovaie. La patologia altera la qualità della vita delle donne colpite, influenzando i loro rapporti, le relazioni familiari, sul lavoro e le capacità riproduttive. Tra gli indicatori che più si utilizzano in clinica per il monitoraggio dell’endometriosi c’è l’ecografia attraverso la quale si riesce a osservare l’evoluzione degli endometriomi, ovvero le cisti che compaiono a livello delle ovaie. Un altro esame utile è l’indicatore tumorale, ovvero il CA-125; è stato accertato infatti che quando l’endometriosi è più attiva, questo indicatore risulta più elevato. Quindi le pazienti vengono monitorizzate in base all’ecografia, alla sintomatologia e al CA-125. Inoltre, a seconda della situazione rilevata a livello ovarico e dei livelli ormonali, che indicano se la funzione ovarica stia migliorando o peggiorando, si consiglia alla paziente di cercare la gravidanza immediatamente, se questo è quello che desidera, oppure di procedere al congelamento degli ovuli per preservare la fertilità nel caso in cui in futuro non fosse in grado di restare incinta a causa delle alterazioni della quantità o qualità degli ovuli.

Nonostante il trattamento aumenti le probabilità di ottenere una futura gravidanza, l’endometriosi può ridurre la fertilità di una donna, in quanto questa malattia è direttamente correlata alla diminuzione della riserva degli ovociti e al peggioramento della loro qualità.

Il sintomo principale dell’endometriosi è la sensazione di dolore che può avere diverse forme, da quello pelvico cronico, alle mestruazioni dolorose, fino al dolore durante i rapporti sessuali, minzione faticosa o con sanguinamento. Anche se questi segnali possono far nascere il sospetto di un problema di salute, a volte le donne legano questi dolori acuti al ciclo mestruale” spiega Daniela Galliano, direttrice del Centro IVI di Roma. Nonostante i progressi compiuti nel trattamento del dolore e nel recupero della fertilità, oggi non esiste una cura e poco si sa circa le cause. Questa malattia, che colpisce una percentuale molto elevata di donne, può essere ereditaria e di solito viene diagnosticata tra i 25 ei 35 anni. Il suo sviluppo però inizia già con le prime mestruazioni regolari. A volte si prolunga tra i cinque e i dieci anni da quando i primi sintomi vengono rilevati, “un periodo di tempo eccessivamente lungo , durante il quale la malattia progredisce e può avere conseguenze molto dannose per la qualità della vita di coloro che ne soffrono, potendo comportare seri problemi medici e infertilità” , conclude la Galliano.

Nella Giornata mondiale Endometriosi IVI ricorda la Marcia Mondiale per sensibilizzare su questa malattia che avrà luogo in più di 50 capitali mondiali e che si terrà a Roma, a partire dalle 11, in piazza del Popolo.

IVI

IVI ha aperto le porte nel 1990 come primo Istituto medico in Spagna specializzato nella riproduzione umana. Attualmente conta con più di 40 clíniche in 10 paesi ed è leader europeo nel campo della medicina della riproduzione. Ha appena aperto un centro in Italia per permettere ai tanti pazienti italiani di poter accedere alle tecniche e alla consulenza specialistica fornita da IVI direttamente nel proprio paese di residenza.

Fondazione IVI

La Fondazione IVI è la prima in Spagna dedicata alla ricerca applicata nel campo della riproduzione umana e offre un servicio di carattere scientifico accademico e sociale. Fa parte del Parc Científic, il cluster di aziende tecnico-scientifiche dell’Università di Valencia ed è il dipartimento di ricerca e supporto scientifico di IVI.