Sono “oltre 600 da 22 Paesi del mondo” gli scienziati che hanno firmato la petizione per la libertà di ricerca sulle staminali embrioniali, lanciata dall’Associazione Luca Coscioni in vista del pronunciamento della Corte Costituzionale che il 22 marzo dovrà decidere sul divieto, in vigore in Italia, di utilizzare “pre-embrioni’ altrimenti destinati a marcire nei congelatori”. Lo riferisce la stessa associazione per la libertà della ricerca scientifica, dopo avere denunciato che “il Governo tenta di imbavagliare la scienza e limitare i poteri dei giudici della Consulta“. “In vista dell’udienza pubblica in Corte Costituzionale sull’incostituzionalità del divieto di utilizzo per la ricerca di embrioni non idonei per una gravidanza previsto dalla legge 40 – affermava ieri Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e presidente dei Radicali italiani – apprendiamo che il presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato dall’Avvocatura generale di Stato, vuole tappare la bocca agli scienziati e limitare l’azione della Consulta“. In particolare, “il Governo afferma nei propri scritti che non sussistono i presupposti per raccogliere testimonianza di scienziati e clinici esperti della materia, sostenendo che ‘il legislatore aveva già tenuto conto dei differenti interessi in gioco’ in occasione del dibattito parlamentare“. La petizione dell’associazione ha raccolto “migliaia di firme” – si legge nella nota – da “ricercatori, professori universitari e biologi da Australia, Austria, Belgio, Canada, Croazia, Cipro, Danimarca, Francia, Germania, Islanda, Italia, Olanda, Polonia, Russia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Gran Bretagna e Stati Uniti“. Fra le adesioni quelle di “personalità tra le più illustri del mondo della scienza e della ricerca internazionale, come Peter Andrews, Clare Blackburn, Stephen Dunnett, Kim Jensen, Mathias Lutolf, Marc Peschanski, Megan Munsie, Austin Smith, Azim Surani, Shahragim Tajbakhsh, Christine Watson, Daniel Pipeleers“, elenca l’associazione. “La ricerca sulle staminali embrionali – recita la petizione – è fondamentale per ricercare cure su malattie che colpiscono milioni di persone“. L’obiettivo è “rimuovere un divieto che danneggia sia la ricerca che la salute“, e “garantire la libertà di ricerca scientifica sugli embrioni non idonei per una gravidanza“.
In Italia questi embrioni sono condannati alla distruzione – protesta l’Associazione Coscioni – mentre i ricercatori italiani li importano dall’estero per poter continuare a cercare la cura per molte patologie gravi, ma anche per quelle più diffuse come il diabete, che nel nostro Paese affligge 5 milioni di persone. Il divieto su cui si esprimerà la Consulta è uno degli ultimi rimasti in piedi della legge 40 sulla fecondazione assistita, smantellata nei tribunali anche grazie all’impegno dell’Associazione Luca Coscioni. Quella contro il proibizionismo e per la libertà di ricerca sulle staminali embrionali è la principale battaglia intrapresa da Luca Coscioni, il leader radicale malato di Sla e morto 10 anni fa. La petizione è promossa dal ricercatore Michele De Luca, co-presidente dell’associazione, da Cappato e dal segretario Filomena Gallo, con l’adesione di associazioni tra cui L’Altra Cicogna, Cerco un Bimbo, Amica Cicogna, Famiglie Sma, Parent Project, Hera, Aidagg, Ela Italia Onlus Associazione europea contro le leucodistrofie.


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