Geoingegneria: non basterà per salvarci dall’innalzamento del mare

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Geoingegneria “estrema” e ‘sacrificio’ dell’ecosistema antartico, non sarebbero sufficienti a scongiurare il futuro innalzamento del livello del mare che minaccia il nostro Pianeta. A dirlo è il Potsdam Institute, che ha analizzato la fattibilità di pompare l’acqua dal mare alla superficie del continente antartico, in modo da farla ghiacciare e trattenerla. Il metodo, spiegano gli scienziati, funzionerebbe, ma il peso del ghiaccio extra sopra l’Antartide accelererebbe il deflusso del ghiaccio verso le coste e in mare. “Le misure d’adattamento, come la costruzione di dighe, non saranno fisicamente fattibili ed economicamente possibili ovunque. New York potrebbe essere salvata, ma non il Bangladesh“, rileva Katja Frieler, coautrice dello studio. “Ciò che serve è una misura di prevenzione universale, per cui abbiamo voluto verificare se il sacrificio della regione antartica, disabitata, potrebbe teoricamente consentirci di salvare le coste popolate di tutto il mondo”. “Una volta smesso di pompare acqua marina sopra l’Antartide, lo ‘scarico’ aggiuntivo di ghiaccio nell’oceano aumenterà il tasso di innalzamento del livello del mare, rendendolo superiore a quello causato dal riscaldamento globale. Significherebbe mettere un altro debito sulle generazioni future“, spiega il coautore Anders Levermann. “La portata dell’innalzamento è tale che è improbabile possa essere mitigata da un qualsiasi approccio geoingegneristico“. La soluzione è quella di ridurre immediatamente le emissioni di gas serra, e anche prevedere investimenti ingenti a lungo termine in materia di protezione costiera.