I resti del ciclone “Doris” provocano forte maltempo sul Mediterraneo orientale, tempeste di sabbia in arrivo tra Siria e Israele

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Lo sviluppo di un solido promontorio anticiclonico dinamico che dall’Atlantico settentrionale si estenderà fino alla penisola Scandinava, con il successivo isolamento di un vero e proprio “CUT-OFF” anticiclonico posizionato fra il basso mar di Norvegia e la Norvegia meridionale, con massimi barici di oltre i 1035 hpa, sta favorendo la discesa di un vasto blocco di aria piuttosto fredda, d’estrazione polare continentale, verso le pianure della Russia europea e l’Europa orientale. La presenza di un’area con massimi di geopotenziale che supereranno i 580 Dam sul basso mar di Norvegia imprimeranno un’ampia ondulazione oraria in seno al ramo principale del “getto polare”, costringendo quest’ultimo a ripiegare bruscamente verso sud e sud-sud/est, all’altezza della Scandinavia, presentando un ramo discendente lungo il margine più orientale della struttura anticiclonica euro-mediterranea.

Prognose_20160313Il ramo discendente del “getto polare”, che dalla Scandinavia si verserà sopra l’area del mar Nero, bordando il lato orientale dell’ampia impalcatura anticiclonica presente fra il Regno Unito e la Scandinavia, tenderà ad alimentare la vasta saccatura artica, colma di aria molto fredda in quota, disposta con il proprio asse principale fra la Russia europea e il bacino del mar Nero, riempendola di aria molto fredda a tutte le quote.

PPVG89La costante alimentazione del “getto polare” farà gonfiare l’asse della saccatura, permettendo a questo di potersi estendere verso latitudini più meridionali, in direzione dell’Ucraina, del mar Nero e dell’Egeo, favorendo al contempo l’afflusso, anche nei bassi strati, di masse d’aria fredde, che dalla Bielorussia, dall’Ucraina e dalla Moldavia si verseranno fino in direzione del mar Nero, Romania e Bulgaria, invadendo pure la Turchia settentrionale e l’area del mar Egeo, con intense e fredde correnti dai quadranti settentrionali che determineranno un brusco calo dei valori termici.

01 freddo in arrivo - lunedì seraSi tratterà per l’appunto di una massa d’aria, di origine artica, di tipo ”ibrida”, poiché presenterà una spiccata componente artica marittima in quota, con aria gelida legata all’ampia circolazione depressionaria del vortice polare, mentre al suolo acquisirà caratteristiche pienamente continentali, dopo il passaggio sopra le pianure di Russia, Bielorussia e le pianure dell’Ucraina, recentemente innevate di fresco.

02 freddo in arrivo - martedì seraTra domani e martedì il blocco di aria gelida, grazie alla costante alimentazione del “getto polare” che amplierà ulteriormente la saccatura proiettandola verso il Mediterraneo orientale, raggiungerà la Bulgaria, la Grecia e la Turchia, generando un brusco calo delle. Una parte dell’aria fredda, di origine polare continentale nei bassi strati, dopo aver invaso l’Ucraina, la Moldavia, la Romania e la Bulgaria, raggiungerà entro le prossime 36-48 ore la Macedonia e l’area del Bosforo, buttandosi in seguito verso il mar di Marmara e le miti acque del mar Egeo, fra Grecia e Turchia, attraverso l’attivazione di una burrascosa ventilazione, tra N-NO e N-NE, che spirerà con raffiche ad oltre i 60-70 km/h, ma con picchi capaci di oltrepassare la soglia degli 80 km/h nel settore più settentrionale dell’Egeo.

Rtavn368La “canalizzazione” delle masse d’aria molto fredde, d’estrazione polare continentale, sul mar Egeo, favorirà lo sviluppo di una giovane ciclogenesi a carattere freddo, con annesso sistema frontale nei bassi strati, che dall’est dell’Ucraina si sposterà verso gli Oblast’ della Russia più meridionale, muovendosi in direzione del Kazakistan occidentale, con un minimo barico pronto a scendere sotto i 998 hpa.

Forte mareggiata sulla costa libanese di Beirut. Immagine di repertorio
Forte mareggiata sulla costa libanese di Beirut. Immagine di repertorio

Al contempo, nel corso della giornata di domani, i resti del “CUT-OFF” (“Doris”), ora in azione sullo Ionio, spostandosi verso il mar Egeo, per muoversi lungo il bacino orientale del Mediterraneo, nel tratto a sud delle coste turche (sottovento ai rilievi dell’entroterra anatolico), apporterà tempo marcatamente instabile, a tratti anche perturbato, con piogge, rovesci e temporali fra Turchia, Cipro, Siria, Libano, Israele e Palestina.

photo-16-sea-of-galileeLo spostamento sul bacino orientale del Mediterraneo, nel tratto di mare a sud delle coste turche, dei resti del “CUT-OFF” che nei giorni scorsi ha prodotto piogge e temporali sulla Sicilia e sulle nostre regioni ioniche, produrrà un sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale” (infittimento di isobare) fra le coste turche e quelle egiziane.

I danni sul lungomare di Beirut prodotti dal fenomeno dell'erosione
I danni sul lungomare di Beirut prodotti dal fenomeno dell’erosione

Questa significativa contrapposizione barica, fra le coste della Turchia e quelle dell’Egitto, innescherà un intenso “gradiente barico orizzontale” che si distenderà su tutto il Mediterraneo orientale, agevolando così l’attivazione di una intensa, a tratti anche forte, ventilazione dai quadranti occidentali, che presenterà una componente prevalente fra O-SO, Ovest e O-NO, pronta ad estendersi fino all’isola di Cipro e alle coste di Siria, Libano, Israele e Palestina.

LaPresse/Reuters
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Dalla serata di domani, con l’incremento del “gradiente barico orizzontale” sul Mediterraneo orientale, tutto il mar di Levante, da Cipro fino alle coste egiziane, sarà sferzato da venti burrascosi, da O-SO e Ovest, con raffiche capaci di lambire o superare la soglia dei 60-70 km/h. Raffiche molto forti, da O-SO e Ovest, sferzeranno le aree più esposte delle coste di Siria, Libano e Israele.

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Questa intensa ventilazione occidentale propagandosi molto rapidamente in direzione dell’entroterra desertico Siriaco e giordano solleverà imponenti “Haboobs” (tempeste di sabbia) che si sposteranno verso l’est della Siria, l’Iraq occidentale e l’estremo settore settentrionale dell’Arabia Saudita, causando drastiche riduzioni della visibilità orizzontale.

swh_AA_web_39Queste tempeste di sabbia, inoltre, potranno causare non pochi disagi alle popolazioni locali. L’intensa ventilazione dai quadranti occidentali produrrà un rapido incremento del moto ondoso in tutto il mar di Levante, rendendolo agitato nel tratto a sud delle coste turche, con la formazione di onde di “mare vivo”, alte più di 3 metri, ma con “Run-Up” prossimi ai 4 metri, che si dirigeranno molto velocemente verso le coste della Siria meridionale, del Libano, di Israele e della Palestina, generando su queste delle mareggiate piuttosto rumorose, con risacche molto intense che potranno causare molti disagi alla navigazione marittima e danni nelle aree già vulnerate dal fenomeno dell’erosione.