Il 19 marzo è l’Ora della Terra: si spengono 366 luoghi simbolo

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Gli italiani vivono oggi il cambiamento climatico come uno dei più gravi problemi ambientali, equiparato all’inquinamento dell’aria e delle acque. Il 73% lo considera un problema ”molto grave”, percentuale che sommata a quella di chi lo considera ”abbastanza grave” arriva al 94%. A rilevarlo un sondaggio eseguito dall’istituto GfK per conto del Wwf in occasione dell’Ora della Terra/Earth Hour del 19 marzo. Stando a quanto emerge dalla ricerca, il cambiamento climatico è una preoccupazione che accomuna gli elettori di tutti gli schieramenti politici e, in particolare, gli studenti della scuola secondaria e tra gli adulti di età compresa tra i 45 e i 54 anni. L’88,5% degli intervistati ritiene che il cambiamento climatico sia dovuto alle attività umane, e solo una ristretta minoranza (6%) ritiene che non vi sia correlazione tra questo fenomeno e l’azione dell’uomo. E i più convinti sono i giovani tra i 14 e i 24 anni. Gli Italiani dichiarano un’elevata disponibilità a cambiare le proprie abitudini per favorire la riduzione dei gas serra, complessivamente l’85%.

Per più di un terzo si tratta di una disponibilità accentuata (36% molto o moltissimo), per quasi la metà (49%) di una disponibilità più contenuta (abbastanza) ma comunque orientata in positivo. La disponibilità a modificare i propri stili di vita e di consumo risulta maggiore tra le fasce maggiormente scolarizzate. A questa elevatissima preoccupazione, però, corrisponde una altrettanto diffusa insoddisfazione per l’informazione da parte dei media, con un 36% che addirittura ritiene di aver ricevuto ”poca o nessuna informazione”. Tra coloro che chiedono maggiore informazione, ancora una volta si distinguono i giovani. E’ un tema su cui riflettere: in epoca di social media, i media ”tradizionali” possono recuperare un ruolo di autorevolezza e serietà per la generazione digitale, solo garantendo un approfondimento corretto, meditato e continuativo su temi rilevanti e complessi come il cambiamento climatico. Insieme ai dati già citati, l’indagine GfK ha poi rilevato che alla domanda su chi sia più impegnato attualmente contro il cambiamento climatico, non c’è da sorprendersi che la maggioranza (61%) risponda ”le associazioni ambientaliste”. Al secondo posto, ma con poco più della metà dei consensi (36%) l’Unione Europea, mentre il Governo italiano e le grandi imprese sono considerati molto meno credibili (intorno al 15%), poco più delle imprese petrolifere multinazionali (13%).