Il ciclone “Zissi” evolve in un sistema di tipo “Warm Seclusion” nel basso Tirreno: ecco cosa significa

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Alla fine la profonda depressione mediterranea, denominata “Zissi”, c’è l’ha fatta. Dopo aver seminato morte e distruzione in tutt’Italia (6 vittime, decine di feriti, danni per svariati milioni di euro), stamattina nel basso Tirreno la perturbazione s’è rinforzata ulteriormente. Trattandosi già in origine di un sistema depressionario extratropicale dominato da un vasto settore caldo pre-frontale, dove dominava l’aria calda sub-tropicale continentale risucchiata dallo stesso dai deserti dell’Egitto nord-occidentale e della Cirenaica, con tanto di nuvola di polvere di corredo giunta fin sulle coste del Salento, è riuscito a staccarsi dall’occlusione fredda, che da giorni insisteva fra il mar Ligure e la Corsica, evolvendosi così in una depressione a “cuore caldo”, dal connotato “ibrido” sub-tropicale Osservando l’andamento della pressione barometrica in diverse stazioni fra la Sardegna orientale e il Tirreno abbiamo notato come, durante il passaggio ravvicinato del piccolo vortice che ha mantenuto il proprio occhio centrale sempre in mare, questa abbia subito un rapido abbassamento, anche piuttosto repentino. Segno che attorno il minimo barico si sia formato un vero e proprio “mesociclone”, con valori pressori un po’ più bassi di quelli stimati dalle mappe sinottiche.

ciclone Zissi (1)Solitamente cali barici così repentini si associano a strutture depressionarie di tipo sub-tropicale o tropicale al 100%. Se vogliamo catalogarlo, in base ai modelli concettuali forniti dalla meteorologia sinottica, possiamo dire che ci siamo trovati di fronte ad un sistema ciclonico, meglio conosciuto e descritto nella letteratura scientifica, con il termine di “Warm Seclusion”. Recentemente si è scoperto che sul bacino del Mediterraneo, molte ciclogenesi che hanno assunto caratteristiche sub-tropicali, o puramente tropicali, impropriamente confusi con i “TLC”, i quali presentano al proprio interno un prevalente processo “barotropico” (proprio come nell’atmosfera tropicale), derivino proprio da questa tipologia.

analyzaPur essendo molto simili alle ciclogenesi tropicali, concettualmente identificate con l’acronimo di “TLC” (proprio per distinguerli dai comuni cicloni tropicali), i cicloni di tipo “Warm Seclusion” presentano una genesi diversa. In quest’ultimi l’instabilità “baroclina”, molto intensa, ha un ruolo preponderante nell’approfondimento della struttura vorticosa. Nei “TLC”, invece, una volta collaudata la “tropical transition” ad opera di una invasione stratosferica che riversa in quota aria molto fredda e secca sopra il ciclone, tanto da contribuire ad approfondirlo ulteriormente favorendo l’aspirazione dai bassi strati (tramite l’intensificazione dei moti convettivi associata all’inasprimento del “gradiente termico verticale” e “igrometrico” lungo il profilo verticale della colonna d’aria) di aria calda e umida che riempie il nucleo depressionario di masse d’aria calde (creando il cosiddetto “core caldo” nella bassa e media troposfera), l’instabilità “barotropica” prende il sopravento, rafforzando la forza centrifuga (la struttura degenera in un ciclone chiuso con un occhio centrale ben definito) e agevolando l’attivazione di un’area di convenzione molto profonda attorno il minimo depressionario.

anabwknaI cicloni di tipo “Warm Seclusion” si sviluppano ogni qual volta in un ciclone extratropicale, il fronte caldo “retrocede” velocemente verso la parte posteriore del sistema frontale, ove normalmente è posizionato il fronte freddo, e il nucleo di aria fredda post-frontale che segue quest’ultimo soggetto. Pertanto, in questi casi, l’arretramento del fronte caldo e dell’aria calda pre-frontale, ad esso associato, sul settore post-frontale, porta all’isolamento di una vasta bolla di aria calda, che viene circondata lungo i suoi lati dalle masse d’aria fredde post-frontali, dominanti sul settore occidentale della circolazione ciclonica extratropicale.

ciclone Zissi (1)Tale processo, sopra descritto, porta, così, all’isolamento di un nucleo di aria calda proprio nei pressi del minimo depressionario, facendo assumere al sistema le tipiche caratteristiche “ibride”, sub-tropicali, o nei casi più rilevanti più propriamente tropicali. Va però specificato che in questo caso il “cuore caldo” compare solo nei bassi strati (850 hpa), mentre alle quote superiori prevale ancora l’aria più fredda, anche se durante l’evoluzione il “cuore caldo” può ampliarsi e estendersi verso l’alto.

ciclone Zissi (2)Inoltre nei “TLC” la convenzione è molto più profonda, con imponenti cumulonembi temporaleschi che possono agevolmente superare i 14 km di altezza, vista la maggior quantità di calore latente assorbita dalla superficie marina in un ambiente già di per sé molto umido nei bassi strati.

Nelle “Warm Seclusion” l’attività convettiva, pur molto profonda, rimane limitata ad una determinata altezza.

EUMETSAT_MSG_RGB-naturalcolor-westernEuropeQuesto è stato proprio l’esempio del ciclone “Zissi”, ora ormai fortemente ridimensionato in una normale depressione mediterranea che già dalla giornata di ieri, una volta spostatosi nel tratto di mare antistante le coste della Corsica sud-orientale ha cominciato a subire un processo di “Warm Seclusion”, a seguito della rapida retrocessione del fronte caldo, animato da un impetuoso flusso sciroccale nei medi e bassi strati, che dalla Cirenaica risaliva l’intero bacino dell’Adriatico, sul settore freddo post-frontale localizzato a ridosso del mar Ligure e del mar di Corsica.

ciclone zissiIn questo caso l’aria più fredda, affluita precedentemente sulla Francia e scivolata sul Mediterraneo, tramite la valle del Rodano, ha dapprima circondato e subito dopo chiuso una porzione limitata di aria più calda sul settore centrale del Tirreno, favorendo la “Warm Seclusion”. Fino ad ora durante tutta la sua traiettoria, dal Tirreno centrale fino al Tirreno meridionale e alle coste della bassa Campania, il sistema depressionario non ha mai presentato alcun “cuore caldo” a 500 hpa, né a superfici superiori. In accordo con quanto detto possiamo catalogare tale sistema come un ciclone di tipo “Warm Seclusion”. Il primo in assoluto del 2016 sul bacino del mar Mediterraneo. Per monitorare la situazione in tempo reale ecco le pagine relative al nowcasting: