Il grande “El Niño” continua a sfornare eccezionali ondate di calore sul Pacifico, Tonga sfiora i +36°C e frantuma il record assoluto di caldo

Prosegue senza sosta l’ondata di calore che da diversi mesi interessa molti arcipelaghi e stati insulari dell’oceano Pacifico. La forte influenza del grande “El Niño” 2016 sta determinando l’abbattimento di numerosi record assoluti di caldo. Nei giorni scorsi è toccata all’isola di Tonga, dove la stazione meteorologica di Niuafoou ha archiviato una temperatura massima di ben +35,5°C che stabilisce il nuovo record assoluto di caldo per l’isola di Tonga. E’ vero che ci troviamo a ridosso in piena area tropicale, dove il clima è perennemente caldo e umido tutto l’anno, con scarse escursioni termiche annue e giornalieri, mentre i tassi dell’umidità relativa rimangono sempre elevatissimi, oltre la soglia dell’80-90 %.

gl_sst_mmMa queste temperature così elevate, prossime ai +34°C +35°C, rimangono abbastanza elevate. Valori insolitamente alti, che sommati agli alti tassi di umidità relativa, rendono il clima veramente opprimente, con un effetto afa molto forte. Per l’isola di Tonga si tratta di valori molto elevati, difficile da superare se non in determinate situazioni meteo/climatiche.

Le fortissime anomalie termiche positive indotte dal grande “El Nino”
Le fortissime anomalie termiche positive indotte dal grande “El Nino”

Quella raggiunta da Niuafoou rischia così di essere una delle temperature massime più elevate mai registrate nell’area del Pacifico meridionale. Ma con il forte episodio di “El Niño” tuttora in atto altri record assoluti di caldo rischiano di essere frantumati entro le prossime settimane. Le fortissime anomalie termiche positive delle acque superficiali oceaniche, indotte proprio da “El Niño”, sta determinando un inevitabile aumento delle temperature medie a livello globale entro il 2016, specie lungo tutta l’area del Pacifico, dove tutto il calore latente immagazzinato dalle acque oceaniche viene rilasciato, con una certa gradualità, all’atmosfera sovrastante, causandone un sensibile riscaldamento, ben evidente nella media troposfera.

tonga_3205_600x450Non è un caso se in questo periodo dell’anno, in presenza di un “Nino strong”, il caldo cominci a dilagare soprattutto nelle aree tropicali, con l’innesco di ondate di calore molto forti che potrebbero mettere a rischio la stabilità di molti record di caldo assoluti. Difatti, i periodi più caldi e molto secchi fra l’area indonesiana e gli arcipelaghi del Pacifico centro-occidentale si associano sempre al pattern climatico tipico nelle fasi di “El Niño” moderato o forte, con pesanti anomalie termiche positive sul Pacifico orientale (anche di oltre i +1.5° +2.0°), mentre un più vistoso raffreddamento delle acque interessa i mari indonesiani e l’area attorno a Papua Nuova Guinea.

tonga-04Quest’anno, in presenza di un “El Nino” molto forte, con il temporaneo indebolimento degli Alisei per l’inversione del campo barico fra le opposte sponde del più grande oceano della Terra, e l’intensificazione del “getto sub-tropicale” e “getto polare” sul Pacifico settentrionale, si sono realizzate queste importanti anomalie termiche positive, che rischiano di far cadere molti altri record di caldo assoluti, entro le prossime settimane, mentre al contempo l’ITCZ, il “fronte di convergenza intertropicale”, continua la sua progressiva risalita verso latitudini più meridionali, in attesa dell’attivazione del “Monsone estivo di SO” tra le coste meridionali dell’Asia e l’oceano Indiano.