Le calde acque dell’oceano Indiano meridionale sfornano il ciclone tropicale “Emeraude”

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Dopo un lungo periodo di relativa quiete sopra le caldissime acque superficiali dell’oceano Indiano meridionale, nel tratto ad ovest delle isole Cocos, si sta assistendo allo sviluppo di una giovane tempesta tropicale, denominata “Emeraude”, sta cominciando a prendere sempre più forma e forza, iniziando il processo di “autoalimentazione” che la trasformerà in un vero e proprio ciclone tropicale.

La perturbazione tropicale è nata nella giornata di ieri, a seguito della rapida intensificazione di un’area di profonda convenzione che è esplosa appena a sud-ovest dell’isola di Sumatra, attorno i 10° di latitudine sud e gli 85° di longitudine est.

"Emeraude" durante la fase di sviluppo sopra l'oceano Indiano meridionale
“Emeraude” durante la fase di sviluppo sopra l’oceano Indiano meridionale

Dopo essersi sviluppata, prendendo la classica forma della tropical depression, con il graduale approfondimento di un significativo moto rotatorio nei medi e bassi strati, la perturbazione tropicale, muovendosi inizialmente verso sud-est, si è spinta sopra un vasto tratto di oceano piuttosto caldo, con temperature superficiali dell’acqua che arrivavano a superare la soglia dei +29.0°C +29.5°C appena ad ovest delle Cocos.

gl_sst_mmTutto questo calore latente fornito dalle acque oceaniche, nel giro di poche ore, ha notevolmente intensificato la circolazione depressionaria, che da una semplice depressione tropicale si è subito evoluta in una più grossa tropical storm, alimentando lo sviluppo della convenzione, soprattutto sul lato più meridionale di “Emeraude”, dove si sono creati imponenti “Clusters temporaleschi” evoluti in estese bande nuvolose spiraliformi (caratteristiche delle tropical storm in fase di rapida maturazione).

2016SH15_1KMVSIMG_201603160800La tempesta, inoltre, si è diretta su un’area caratterizzata da bassi valori di “Wind Shear” in quota che non hanno intaccato il processo di “autoalimentazione”, indispensabile per la tenuta in vita della profonda circolazione ciclonica tropicale. L’aria calda e la forte umidità, fornita dalle calde acque superficiali dell’oceano Indiano meridionale, ha continuato a far esplodere l’attività convettiva attorno i vari lati della tempesta, favorendo lo sviluppo di enormi nubi torreggianti a spirale che al momento stanno scaricando violente precipitazioni in pieno oceano Indiano meridionale.

gl_sst_mmFortunatamente la tempesta si trova relegata con il suo nucleo centrale (lì dove si concentrano le precipitazioni più forti) in pieno oceano. Fortunatamente “Emeraude”, per il momento, non rappresenterà alcuna minaccia per atolli e isole abitate. Nel corso della serata odierna la tempesta, dopo essersi rafforzata, inizierà a virare dapprima verso sud e in seguito più verso sud-sud/ovest, scorrendo sopra un vasto tratto di acque superficiali molto calde, con valori di oltre i +28.5°C +29.0°C e bassi valori di “Wind Shear” che non dovrebbero creare alcun tipo di problema allo sviluppo della convenzione attorno il sistema.

9134397-14543129Acquistando una notevole quantità di calore latente che l’ha trasformerà, già entro le prossime 24 ore, in un ciclone tropicale di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti sopra i 120-130 km/h e raffiche capaci di superare i 140 km/h. “Emeraude”, come abbiamo già elencato, sarà una tempesta buona, visto che continuando a muoversi verso sud-ovest andrà alla deriva in mezzo al settore orientale dell’oceano Indiano meridionale, lontano dalle terre emerse e arcipelaghi abitati.

BASE-IMG8-2.15SFra le giornate di domani e quella di lunedì il futuro ciclone tropicale, scivolando sotto i 15° di latitudine sud, continuerà a transitare in pieno oceano, sopra un ambiente umidissimo e molto caldo, che avvierà un intenso processo di “autoalimentazione” che rischia di rafforzarlo ulteriormente, fino alla 2^ categoria della scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che potrebbero raggiungere i 150-160 km/h attorno l’area perturbata, localizzata nel cuore dell’oceano Indiano meridionale.

BASE-IMG5-2.15SLe tempeste più forti, che si scateneranno a ridosso del nucleo centrale di “Emeraude”, saranno in grado di rendere quel tratto di oceano da molto agitato a grosso, sollevando ondate di “mare vivo” che supereranno anche i 6-7 metri di altezza attorno l’area perturbata facente capo a “Emeraude”. Queste ondate piuttosto imponenti potranno rappresentare una insidia per la navigazione marittima nell’area dell’oceano Indiano meridionale. Fra martedì e mercoledì il ciclone dovrebbe cominciare a spingersi ulteriormente verso sud-ovest, cominciando ad avvicinarsi al tratto di oceano antistante le isole Mauritius.