Uovo di Pasqua: le origini storiche del simbolo pasquale per eccellenza

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Dipinto, intagliato, di cioccolato, in terracotta…è fuori discussione che l’uovo di Pasqua è il simbolo per eccellenza di questo periodo. In alcune tradizioni pagane, la rappresentazione simbolica dell’uovo lo vedeva composto da due emisferi (il cielo e la terra). L’uovo rappresentava il ritorno alla vita gli stessi uccelli preparavano il nido per le uova in primavera, segno della fine dell’inverno e della nascita di nuove creature).E’ certo anche che l’Uovo Cosmico fosse uno di simboli della creazione dell’universo e che per gli antichi Egizi l’uovo rappresentasse il nucleo dei 4 elementi fondamentali di cui è composta la natura: acqua, aria, terra e fuoco. Gli Egizi erano soliti scambiarsi uova decorate all’equinozio di primavera, data di inizio del nuovo anno ma già ai tempi dei Persiani vigeva l’usanza di scambiarsi uova di gallina in occasione dell’arrivo della primavera, con riti per la fecondità e il rinnovamento della natura.

Lapresse / Actionpress
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A loro seguirono Greci e Cinesi, per i quali le uova erano considerate oggetti dai poteri speciali tanto da essere interrate sotto le fondamenta degli edifici per scacciare il male, portate in grembo delle donne in stato interessante per scoprire il sesso del nascituro e le spose vi passavano sopra prima di entrare nella loro nuova casa.Pare che gli antichi romani usassero dire: “Omne vivum ex ovo”, seppellendo un uovo dipinto di rosso nei loro campi come rito propiziatorio per il buon esito del raccolto e che l’usanza di scambiarsi uova colorate fosse viva nel Medioevo come regalo alla servitù.

UOVOAssociate per secoli alla primavera, con l’avvento del Cristianesimo le uova divennero il simbolo della Rinascita non della natura ma dell’uomo stesso, ossia della Resurrezione di Cristo: come un pulcino esce dall’uovo, così Gesù uscì vivo dalla sua tomba. L’uovo, infatti, somiglia ad un sasso ed appare privo di vita, proprio come il sepolcro di pietra nel quale era stato sepolto Gesù. Dentro l’uovo, però, c’è una nuova vita pronta a sbocciare… per questo esso diventa simbolo di Resurrezione. Ma a quando risale la sorpresa nell’uovo pasquale? E’ noto che il gioielliere e orafo russo Peter Carl Fabergè nel 1885 progettò e preparò un uovo di Pasqua in oro e materiali preziosi su commissione dello zar Alessandro III di Russia, come sorpresa di Pasqua per la moglie Maria Fyodorovna. L’uovo creato, rivestito di smalto bianco opaco, conteneva un tuorlo d’oro con, a sua volta, all’interno una gallina d’oro cesellata che, aprendosi, rivelava una sorpresa: una riproduzione in miniatura d’oro e diamanti della corona imperiale.

UOVO 1Il dono fu talmente apprezzato dalla moglie dello zar che Fabergè venne nominato gioielliere di corte e incaricato di preparare ogni anno un uovo diverso, un esemplare unico, contenente un dono. Il successo che ebbero le sue uova-gioiello contribuì alla diffusione della sorpresa all’interno dell’uovo di Pasqua. Ma a quando risale l’uovo di Pasqua di cioccolato? La sua nascita è incerta: secondo alcuni il primo a far realizzare uova di cioccolato fu Luigi XIV, mentre secondo altri la tradizione proviene dalle Americhe, di cui la pianta di xocoatl è originaria. Sappiamo con certezza che fu Rodolphe Lindt, nel 1789, a inventare il conchage, il processo di lavorazione che rende il cioccolato vellutato morbidissimo al palato rispetto a quello granuloso prodotto fino ad allora. Nel 1823, invece, François Louis Cailler fondò a Vevey il primo stabilimento svizzero per la produzione di cioccolato dove, grazie all’ausilio di un particolare macchinario, il cacao veniva trasformato in pasta manipolabile e la sua cioccolata fu la prima a essere commercializzata in forma di tavolette.

UOVO 3Daniel Peter, che sposò la figlia di Cailler è, invece, l’inventore del cioccolato al latte. Presentatosi il problema di unire il latte all’impasto di cioccolato, soprattutto in Svizzera, dove i pascoli sono rigogliosi e la qualità del latte è pregiata, Peter pensò di sfruttare il latte condensato, da poco lanciato negli USA, e la farina di latte, prodotta invece in Svizzera da Henry Nestlé. ll suo procedimento, sfruttato in seguito da tutti i produttori, è attualmente utilizzato. Fu l’olandese Coenraad van Houte, nel 1825 a inventare la versione dell’uovo di Pasqua che oggi conosciamo, quella svuotata all’interno, riuscendo a separare i grassi (il burro) dal cacao, tramite una particolare pressa idraulica, perfezionando il procedimento che prese il nome di dutching. Con tale progresso tecnologico, i maestri cioccolatieri del centro Europa poterono ammorbidire e modellare più facilmente il cioccolato, dandogli le forme più disparate (pasticche, tavolette, uova), creando appositi stampi con cui realizzare le due parti dell’uovo, per poi assemblarle a caldo. Nacque così la l’uovo di cioccolato “moderno”, la cui diffusione si deve al pasticciere inglese John Cadbury, a partire dal 1875.