Il Centro funzionale monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha emesso un avviso “di conferma della moderata criticità per rischio neve” e un altro avviso “di conferma della moderata criticità per rischio valanghe“. La fase acuta del maltempo si avrà nelle prossime ore sui settori occidentali mentre nel pomeriggio i fenomeni più intensi tenderanno a muoversi verso i settori orientali. Domenica e lunedì ancora possibilità di fenomeni, ma poco rilevanti.
L’allerta riguarda le zone omogenee: N1 Alpi Orientali-Alta Valtellina (provincia di Sondrio e quota superamento soglia 900 metri); N2 Alpi Occidentali-Valtellina e Valchiavenna (provincia Sondrio e quota 800 metri); N3 Prealpi Occidentali (province Como, Lecco e Varese, quota soglia 500 metri); N4 Prealpi Centrali (provincia di Bergamo con quota 1000 metri) e N5 Prealpi Orientali (provincia di Brescia con quota 1100 metri).
Criticita’ ordinaria, invece, per le zone: N6 Alta Pianura Occidentale (Bergamo, Como, Cremona, Lodi, Monza e Brianza, Milano e Varese) dove la quota di allerta è 300 metri; N8 Bassa Pianura Occidentale (province di Cremona, Lodi e Pavia) e N10 Oltrepo Pavese-Appennino (provincia di Pavia con allerta da quota 300 metri). Le situazioni di criticità per rischio neve “potrebbero essere legate soprattutto a difficoltà, rallentamenti e blocchi del traffico stradale e ferroviario, a caduta di rami o piante, a possibili interruzioni della fornitura di energia elettrica o delle linee telefoniche, in particolare alle quote segnalate dove gli accumuli nella giornata di oggi, potrebbero essere rilevanti“.
Per quanto riguarda il rischio valanghe, l’allerta riguarda le zone omogenee: 11 Prealpi Occidentali (province di Como, Lecco e Varese); 12 Retiche Occidentali (Como e Sondrio); 13 Retiche Centrali (Sondrio); 14 Retiche Orientali (Brescia e Sondrio); 15 Adamello (Brescia); 16 Prealpi Bresciane (Brescia) e 54 Orobie e Prealpi Bergamasche (Bergamo, Brescia e Sondrio). “La nuova neve e i recenti lastroni, non ancora del tutto trasformati, determineranno uno scarso consolidamento generale del manto nevoso. Su molti pendii ci saranno probabili scaricamenti e valanghe di piccole e medie dimensioni a tutte le esposizioni, a debole o media coesione e anche a lastroni. In singoli casi, lungo i percorsi abituali anche di grandi dimensioni. Il distacco sarà probabile con debole sovraccarico su molti pendii ripidi“.


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