Monte Nevoso: 6 vittime morte a causa della valanga, la più grande tragedia di sempre

La valanga sul Monte Nevoso ha causato sei morti. Intanto, in Trentino Alto Adige, la popolazione piange la scomparsa di cinque pusteresi, tra cui un ragazzo di 16 anni. Gli esperti hanno deciso di ricostruire la dinamica della tragedia. L’alpinista Hans Kammerlander precisa che “ieri sarei salito sul Monte Nevoso e avrei portato con me anche dei clienti. E’ stato un caso che non fossi lì. Le condizioni meteorologiche e il bollettino valanghe non lasciavano presagire nulla del genere“. Per l’alpinista “chi dice che con grado 2 si doveva restare a casa, non capisce proprio niente, non conosce le montagne e non onora i morti”. “Si è trattato di una immensa e tragica fatalità, che poteva colpire chiunque“, conclude Kammerlander. Proprio oggi per accertare le cause, un gruppo di esperti ha sorvolato la zona in elicottero.

Abbiamo sorvolato tutte le Alpi Aurine e abbiamo trovato solo le tracce di un’altra valanga“, ha dichiarato Fabio Gheser del servizio valanghe della Provincia autonoma di Bolzano. La valanga è stata provocata dallo scivolamento di uno strato di neve fresca su uno di neve vecchia. “Si è trattato – spiega Hofer – del cosiddetto fenomeno di ‘neve vecchia‘”, tra l’altro evidenziato dal bollettino valanghe. In queste condizioni, anche per i più esperti sarebbe stato impossibile riconoscere il rischio. “Si tratta di un’eredità dell’inizio inverno carente di neve, un’eredità che ci porteremo dietro fino in primavera inoltrata“, è convinto Gheser. Gran parte della responsabilità è stata della presenza di 15 scialpinisti sul pendio, soprattutto coloro muniti di sci e pelli di foca che tagliavano lo strato di neve fresca.

Lo scialpinismo – afferma Gheser – in questi ultimi anni sta registrando un vero e proprio boom. E’ perciò chiaro che il rischio di vittime aumenta con il numero di persone che si muovono fuoripista“. Nei prossimi giorni saranno ascoltati i sopravvissuti attualmente sotto shock. Tra le vittime c’è: Matthias Gruber, 16 anni, che stava affrontando il percorso con il padre sopravvissuto all’evento, il quale non è voluto tornare a valle senza la salma del figlio. Ancora Margit Gasser, infermiera e volontaria in Africa, Alexander Patrick Rieder, che lascia moglie e tre figli piccoli come Bernhard Stoll. Insieme a lui, anche il compagno Christian Kopfsguter di 21 anni. Per non dimenticare Horst Wllner, direttore generale della Camera di Commercio del land austriaco Tirolo.