Onde gravitazionali: Europa vs. Cina per scovare le “vibrazioni” dello Spazio

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Europa e Cina sono entrambe in corsa per realizzare il primo osservatorio spaziale di onde gravitazionali, ovvero le ‘vibrazioni’ dello spazio-tempo difficilissime da individuare. Gli europei hanno iniziato i test preliminari per la missione eLisa (Evolved Laser Interferometer Space Antenna), mentre i cinesi hanno già presentato diverse proposte, la più avanzata delle quali è la missione Taiji. SE quanto si legge sul sito Nature non si esclude la possibilità di una collaborazione Cina-Europa. A vedere per la prima volta le onde gravitazionali è stato pochi mesi fa uno strumento di terra, l’interferometro Ligo negli Stati Uniti, ma per poter studiare meglio questo tipo di radiazione si guarda già avanti. Con una lunghezza di 4 chilometri ‘l’antenna’ americana ha potuto vedere un particolare tipo di onde gravitazionali e per vederne altre, e magari ancora meglio, servirebbero strumenti parecchio più grandi, con fasci laser lunghi milioni di chilometri. E proprio a questo scopo sta lavorando da tempo l’Agenzia spaziale Europea (Esa) con l’iniziale progetto Lisa, in collaborazione con la NASA, trasformatosi poi in eLisa a causa del ritiro del contributo americano. Un enorme triangolo composto da 3 satelliti distanti 2 milioni di chilometri l’uno dall’altro, Esa ha lanciato a dicembre la missione Lisa Pathfinder, una sonda necessaria a testare le tecnologie necessarie alla creazione dell’osservatorio finale.

La Cina, dal canto suo, ha sul tavolo ben 2 progetti, dei quali il più costoso e ambizioso è Taiji. Il progetto prevede la creazione di un ‘triangolo’ con lati di 3 milioni di chilometri e dal costo di 2 miliardi di euro. Una sfida che però secondo Gerhard Heinzel, fisico all’Istituto Max Planck di Hannover e che collabora allo sviluppo di eLisa, “potrebbe essere troppo grande per una sola nazione“. Dunque, secondo David Cyranoski di Nature, la Cina potrebbe pensare di collaborare con Esa e contribuendo economicamente al potenziamento dell’attuale progetto eLisa.