Palmiria, la Siria: “Francia e Gb stanno con i terroristi, ricostruzione a Russia, Cina e Iran”

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Damasco si appoggerà principalmente su Russia, Cina e Iran nella ricostruzione del paese dopo la guerra. Lo ha dichiarato il presidente siriano Bashar Assad in un’intervista a Sputinik nel corso della quale il leader ha puntato il dito contro Turchia, Arabia Saudita, Francia e Regno Unito “colpevoli“, a suo dire, di sostenere il terrorismo in Siria e in Iraq. Nessuna “federalizzazione” del paese – giudicato “troppo piccolo” dal presidente e ancora bisognoso di nuove offensive per spazzare via il Daesh: dopo la liberazione dell’antica citta’ di Palmira, l’esercito siriano dovrebbe avanzare verso Deir ez-Zor e pianificare un’offensiva su Raqqa.

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Intanto, la seconda squadra di guastatori russi, composta da circa 50 esperti, e’ partita per la Siria con l’obiettivo di partecipare alle operazioni di sminamento a Palmira, recentemente liberata dal Daesh. Lo ha reso noto l’emittente Russia’s Channel One. Il primo gruppo di guastatori era partito all’inizio della settimana.

TERRORISMO – “Il terrorismo – questo e’ il vero problema. Dobbiamo combatterlo a livello internazionale, perche’ il terrorismo non riguarda solo la Siria. Terrorismo esiste in Iraq ed e’ direttamente supportato dalla Turchia, direttamente supportato dalla famiglia reale dell’Arabia Saudita, cosi’ come da diversi paesi occidentali, in particolare Francia e Regno Unito”, ha detto Assad. “Per quanto riguarda gli altri stati, da parte loro non e’ in corso nessun serio lavoro su questo tema” ha concluso Assad.

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OFFENSIVA VERSO RAQQA – “Naturalmente, dopo la liberazione di Palmira, dobbiamo passare alle regioni confinanti che portano nelle zone orientali del paese, come Deir ez-Zor. Allo stesso tempo, abbiamo bisogno di iniziare a lavorare in direzione di Raqqa, la roccaforte principale dello Stato islamico”, ha detto Assad. Il presidente siriano ha ribadito che la lotta al terrorismo e’ la chiave per assicurare l’integrita’ e la sicurezza della Siria e ha sottolineato che l’esercito e’ determinato a liberare tutto il territorio dai terroristi. “Non ci sono altri modi di proteggere la Siria se non combattendo il terrorismo. Naturalmente, c’e’ il processo politico, ma la lotta al terrorismo e’ la chiave. E abbiamo la volonta’ di farlo e anche il popolo e,l’esercito siriano sono determinati a liberare ogni regione” ha detto Assad.

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LA TRANSIZIONE – Il periodo di transizione in Siria deve avvenire sotto l’attuale costituzione e includere un governo di unita’ nazionale composto da varie forze politiche. Secondo Assad, l’obiettivo principale del governo di unita’ nazionale sara’ quello di elaborare una nuova costituzione e di lasciare che il popolo siriano la voti, dopo di che ci potra’ essere una transizione verso la nuova costituzione, ha spiegato il presidente siriano.

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LE ELEZIONI – Il presidente Assad non si aspetta grandi cambiamenti nel Parlamento siriano dopo le elezioni previste per il 13 aprile. “Nelle condizioni attuali non mi aspetto che saremo testimoni a di grandi cambiamenti”, ha detto Assad. Il presidente ha spiegato che in questo momento “non e’ sufficiente avere solo nuovi partiti, come e’ stato durante le elezioni parlamentari del 2000”. “E’ possibile creare 100 parti, ma questo non significa che rappresenteranno tutti”.

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NO ALLA FEDERALIZZAZIONE – La federalizzazione della Siria e’ impossibile, perche’ il paese e’ troppo piccolo. Lo ha affermato Assad: “Dal punto di vista geografico, la Siria e’ un paese molto piccolo per essere federato. E’ forse piu’ piccolo della maggior parte delle Repubblica russe. Dal punto di vista della prospettiva sociologica, una federazione richiede che ci siano componenti della societa’ che non vanno d’accordo l’uno con l’altro. Questa cosa non e’ accaduta nella storia della Siria. Non credo che la Siria sia pronta per la federalizzazione, non ci sono fattori naturali che lo rendono possibile”, ha detto il presidente siriano sottolineando che “alla fine, come Stato, diciamo che ci sara’ d’accordo su tutto cio’ su cui le persone sono d’accordo”.

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LA RICOSTRUZIONE – “Il processo di ricostruzione e’ in ogni caso vantaggioso per le aziende che vi partecipano, soprattutto se riescono a ottenere prestiti dai paesi che li supportano. Naturalmente, ci aspettiamo che il processo si basera’ sui tre stati principali che hanno sostenuto la Siria durante questa crisi – ovvero Russia, Cina e Iran, ma suppongo che molti paesi che erano contro la Siria, voglio dire prima di tutti i paesi occidentali, cercheranno di portare le loro aziende a partecipare a questo processo. Per noi, in Siria, non c’e’ assolutamente alcun dubbio che chiederemo, prima di tutto, ai nostri stati amici”, ha detto Assad, “principalmente dalla Russia”. “Penso che le aziende russe avranno un ampio spazio per contribuire alla ricostruzione della Siria”, ha aggiunto il presidente siriano.

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LE INFRASTRUTTURE – Le infrastrutture della Siria hanno subito danni pari a oltre 200 miliardi di dollari nel corso della guerra che imperversa nel paese da cinque anni. Questa la stima fatta dal presidente Assad. “Le perdite economiche e i danni alle infrastrutture superano i 200 miliardi di dollari. Le questioni economiche possono essere risolte quando la situazione in Siria si sara’ stabilizzata. Ma la ricostruzione delle infrastrutture necessita di molto tempo”, ha detto Assad.

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RESTAURARE PALMIRA – Il presidente siriano Assad, ha inviato una lettera al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, in cui chiede che le agenzie e le organizzazioni Onu che si occupano della materia forniscano sostegno al governo di Damasco per restaurare le rovine di Palmira, recentemente riconquistate dall’esercito locale che ha cacciato il Daesh dall’area. Inoltre, si legge nel testo, Assad ha sottolineato che “questo potrebbe essere il momento piu’ appropriato per accelerare la guerra collettiva contro il terrorismo”. A questo proposito, “la Siria ribadisce di essere pronta a collaborare con tutti gli sforzi sinceri tesi a contrastare il terrorismo”. La situazione nel sito, considerato patrimonio mondiale dell’umanita’ dall’Unesco, e’ apparsa disastrosa ma non completamente irrecuperabile. Sul posto si e’ gia’ recato un team di archeologi locali che sta effettuando una prima valutazione dei danni e lavorando per mettere al sicuro cio’ che e’ rimasto, proteggendolo da altri saccheggi. L’obiettivo e’ anche prevenire che venga effettuata una ricostruzione frettolosa del sito. A seguito di cio’, si e’ attivata anche la rete di archeologi internazionali che nei decenni ha operato a Palmira per cercare di raccogliere piu’ materiale possibile in modo da stilare un catalogo il piu’ completo possibile dei reperti trafugati, che sara’ poi inviato alle forze di sicurezza a livello mondiale responsabili del contrasto al contrabbando dei beni archeologici, di cui lo Stato Islamico ha fatto grande uso per finanziarsi.

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I RIFUGIATI – I rifugiati siriani inizieranno a tornare a casa quando vedranno una speranza di miglioramento. Lo ha detto Assad. “Abbiamo iniziato il lavoro di ricostruzione delle infrastrutture per alleggerire, per quanto possibile, il peso delle perdite economiche e dei danni alle infrastrutture sul popolo siriano e allo stesso tempo per ridurre il flusso di migranti fuori dal paese”, ha detto Assad. “Forse alcuni vorranno tornare quando vedranno che c’e’ speranza per un miglioramento della situazione”, ha aggiunto. Il presidente ha osservato che la causa delle migrazioni non e’ solo il terrorismo, ma anche il blocco e le sanzioni occidentali introdotte contro la Siria. “Molte persone hanno lasciato zone dove non c’e’ il terrorismo a causa delle condizioni di vita”.

PALMIRA 1OTTIMI RAPPORTI CON LA RUSSIA – La Siria richiedera’ la presenza militare russa anche dopo che la situazione della sicurezza nel paese sara’ piu’ stabile. “Se stiamo parlando del periodo in corso … del periodo della lotta contro il terrorismo, si’, certamente abbiamo bisogno della loro presenza, perche’ sono efficaci nella lotta contro il terrorismo, anche se la situazione in Siria si stabilizza in termini di sicurezza”, ha detto Assad. “Il processo di lotta contro il terrorismo non e’ qualcosa di veloce e fugace. Il terrorismo si e’ diffuso in questa regione nel corso di decenni e sara’ necessario molto tempo per superarlo”, ha osservato. Inoltre, le basi militari russe in Siria sono necessarie non solo per combattere il terrorismo, ma anche per bilanciare i poteri del mondo. “Le basi militari sono necessarie per noi, per voi, per l’equilibrio internazionale nel mondo. Questa e’ la verita’, in questo momento e’ una necessita'”, ha aggiunto. Il presidente ha sottolineato che Damasco considera solo la presenza di basi militari russe sul territorio della Siria. Che, tra l’altro, non sono di occupazione, ma sono mezzi per contribuire a rafforzare la stabilita’ e la sicurezza nel paese. “Con la Russia abbiamo rapporti antichi, costruiti sulla fiducia e la chiarezza”. Per questo le basi russe, ha spiegato, sono il “rafforzamento dell’amicizia e dei legami”, ha detto Assad.

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I RAPPORTI CON I CURDI – Il presidente siriano e’ convinto che la maggior parte dei curdi vogliano vivere in una Siria unita e non in un paese federale. Lo detto lo stesso presidente siriano in un’intervista a Sputnik. “La questione della federalizzazione e’ legata alla Costituzione, una Costituzione ha bisogno del consenso della gente. Tuttavia, c’e’ la convinzione che un certo cambiamento sia necessario per quanto riguarda la federazione dei curdi. La maggior parte di loro vuole vivere all’interno di una Siria unificata, nel quadro di un potere centrale in senso politico e non federale”, ha detto il presidente siriano. Il quale ha aggiunto che “non dobbiamo confondere i curdi che vogliono un regime federale con tutti i curdi. E’ possibile – ha proseguito – che ci siano persone, non curdi, che stanno lottando per questo, ma la mia idea e’ che questa tipo di proposta non sia avanzata dalla societa’ siriana. Non credo che questa proposta, nel caso fosse portata al voto, potrebbe essere approvata dal popolo siriano”. Alla conferenza costituente in provincia Hasakah il 17 marzo, i curdi siriani annunciarono la creazione di una regione federale, nel nord del Paese, il cosiddetto Sistema democratico federale di Rojava e della Siria del Nord. Alcuni dei 200 delegati da nord della Siria, abitata da curdi, avevano partecipato alla conferenza. Si prevedeva che la “federazione” avrebbe unito le comunita’ nazionali separato e le loro milizie per contrastare lo Stato islamico e Nusra.

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LA RISPOSTA DEI CURDI – Il partito siriano curdo della Democratic Union (Pyd) insiste sulla decentralizzazione della Siria nonostante le dichiarazioni del presidente Bashar Assad che la maggior parte dei curdi vogliono vivere in una Siria unita. Lo ha detto il co-presidente del Pyd Salih Muslim. “I curdi insieme alle altre componenti hanno chiarito quello per cui stanno lottando: la decentralizzazione della Siria. Questa e’ la soluzione politica in grado di conservare l’unita’ del paese”, ha detto Muslim.

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LATTE UE AI BAMBINI SIRIANI – La Commissione europea ha approvato la fornitura a 350mila bambini siriani, di latte di origine comunitaria per un valore complessivo di 30 milioni di euro. Lo ha riferito una nota della stessa Commissione Ue. “Il target principale e’ costituito da circa 350mila bambini in eta’ scolare all’interno della Siria che beneficiano di un programma di merenda scolastica attualmente in corso. Il finanziamento per questo progetto e’ previsto nel bilancio 2016 dell’Ue, adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio a dicembre”, si legge nella nota la quale aggiunge che il conflitto in Siria ha influenzato negativamente il settore agricolo del paese e provocato una diminuzione della produzione di cibo. Il latte fornito dovrebbe essere di origine europea “a prescindere dal luogo in cui sara’ procurato”. Secondo l’agenzia Onu per i rifugiati, il conflitto armato in Siria ha ucciso piu’ di 260mila persone e costretto circa 4,8 milioni a fuggire dal paese. Oltre 13,5 milioni di siriani hanno bisogno di aiuti umanitari.

PALMIRA-TEMPIODALLA LIBERAZIONE DI PALMIRA UNA SCOPERTA INQUIETANTE – La liberazione di Palmira da parte dell’esercito siriano, che ha cacciato il Daesh dalla citta’, tra le altre cose ha determinato una conferma sconcertante. Nelle perquisizioni dell’area sono stati rinvenuti alcuni documenti relativi al periodo in cui lo Stato Islamico controllava la zona in cui si invitano i jihadisti a presentare domanda per ricevere Sabaya, le donne catturate in guerra. In dettaglio, il quartier generale dell’Isis/Isil esorta le sue unita’ a far si’ che i membri si registrino per poter comprare una schiava. In caso contrario, non avrebbero potuto accedere al mercato. Nel testo si specifica anche che le “offerte” dovranno essere presentate in busta chiusa e quella piu’ alta vincera’ e dovra’ perfezionare l’accordo pagando quanto promesso. A rendere noto l’ennesimo atto di barbarie e’ stato Vian Dakhil, l’unico membro yazida del Parlamento iracheno, il quale ha ottenuto copia del documento e l’ha che ha postata sui social media. “Fratelli – riporta il testo -, chi vuole comprare Sabaya deve registrare il suo nome presso il comandante del plotone. Per i combattenti in servizio, dovranno contattare i loro capi e noi organizzeremo l’invio dei documenti in dieci giorni. Chi non si registrera’, non potra’ accedere al mercato delle schiave. Il prezzo per ogni singola schiava dovra’ essere inserito in una busta chiusa e chi avra’ presentato l’offerta piu’ alta sara’ obbligato a finalizzarla”. Il Daesh, dopo aver conquistato Mosul nel 2014, ha attaccato l’area di Sinjar, in cui vivono principalmente gli yazidi, uccidendo centinaia di civili e obbligando migliaia a fuggire. Durante le razzie e i saccheggi sono state rapite oltre cinquemila donne yazide, la maggior parte delle quali vendute come schiave sessuali”.