Pasqua in tavola: è tempo di colomba pasquale e numerosi altri dolci tipici

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La colomba pasquale è uno di dolci italiani più rappresentativi della Pasqua. Ma quali sono le sue origini? Diverse le leggende che la vedono protagonista. Una, ambientata nell’Alto Medioevo, parla del monaco irlandese Colombano che, con i suoi compagni di preghiera, si trovò a passare in Nord Italia, nel Regno Longobardo, proprio a due passi dall’attuale Pavia. Qui i pellegrini vennero ricevuti con tutti gli onori dalla regina Teodolinda che, pensando di far cosa gradita, fece servire un pranzo sontuoso a base di selvaggina pregiata. Ma era tempo di Quaresima e il devoto Colombano non si sarebbe mai sognato di mangiare carne. Così per non offendere la sovrana e neppure la propria fede, disse di voler benedire il cibo prima di consumarlo. Durante il rito le carni si trasformarono in candide colombe di pane, facendo comprendere alla regina il suo errore ma permettendo ai monaci di gustare un lauto pranzetto.Un’altra leggenda ricorda il re longobardo Alboino che riuscì a conquistare la città di Pavia nel 572 d. C. dopo un lungo assedio. I cittadini cercarono di ingraziarsi il nuovo sovrano con doni e attenzioni, riuscendo nel loro intento solo con soffici dolci di pane a forma di colomba, così buoni da aprire il cuore del re alla decisione di risparmiare la vita degli abitanti della città.

COLOMBA PASQUALE 1Una terza leggenda risale al tempo di Federico Barbarossa e della lega di Comuni lombardi, nel xii. Si narra che un condottiero del carroccio, osservando durante la battaglia due colombi posarsi sopra le insegne lombarde, decise di infondere ai suoi uomini il nobile spirito degli uccelli, facendo confezionare dai cuochi di pani a forma di colomba.Secondo la tradizione la colomba nacque, invece, nel 1552 a Milano, durante il dominio spagnolo. Il governatore Ferrante Gonzaga, che stava fortificando il Castello, ordinando che fossero mozzati le torri e i campanili che superavano una particolare altezza in quanto, per esigenze militari, non dovevano coesistere in città altre posizioni dominanti.

COLOMBA 4Insieme ai campanili sacrificati c’era anche la cupola di Santa Maria delle Grazie, ma venne subito dissuaso dall’apparizione di un angelo e della colomba dello Spirito Santo.La gratitudine della città prese forma proprio in questo dolce, destinato nel tempo a diventare una delle espressioni più vive della Pasqua nel nostro Paese. Il lancio della colomba pasquale, in tempi più recenti, lo si deve a Dino Villani, grande pubblicitario milanese, inventore in Italia della comunicazione integrale.All’inizio degli anni 30’, in qualità di direttore delle pubblicità della Motta, inventò il logo della “M”, emblema di milanesità. Egli, tra i fondatori dell’Accademia Italiana della Cucina, al fine di non interrompere l’attività produttiva della Motta dopo la stagione dei panettoni natalizi e per sfruttare gli stessi macchinari, inventò un dolce primaverile, la colomba pasquale, “il dolce che fa primavera”.La ricetta venne poi ripresa da Angelo Vergani che nel 1944 l’azienda milanese che porta il suo nome e che ancora produce colombe.

COLOMBA 5La composizione della colomba pasquale differisce da quella del panettone per una più accentuata presenza nell’impasto di scorze di arancia candita, a totale sostituzione dell’uvetta, per una maggiore quantità di burro e uova e per una glassa di zucchero e mandorle. Ma la colomba non è certo l’unica ad allietare le nostre tavole durante il periodo pasquale. Da Nord a Sud, la nostra Penisola è ricca di squisiti dolci tipici. A Nord: ciambelle piemontesi, fugassa veneta di Pasqua, Corona pasquale, pinza pasquale triestina, cavagnetti liguri, la zambela emiliana. Al Centro: pinza pasquale marchigiana, schiacciata di Pasqua toscana, cavalli e pupe abruzzesi, pizza pasquale e pigna dolce laziale ed ancora torcolo umbro, treccia dolce molisana.A Sud: cuzzupa e pitta con niepita calabresi, la squisita pastiera napoletana, le palmette, la cuddura cu l’ova e l’intramontabile cassata siciliana.