Pesca: meno gamberetti e più salmoni, ma il preferito diventa il pangasio

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Salmoni e trote sono gli alimenti cardine di molti menù a base di pesce del mondo. E mentre negli Stati Uniti si consuma più tonno che in Giappone, cresce anche il consenso verso il pangasio più che nel merluzzo e nel nasello. Questa nuova mappa dei consumi è stata elaborata dalla Fao, che ha riportato come l’acquacoltura produca il triplo negli ultimi 20 anni, sfiorando i 78 milioni di tonnellate e confermando il settore in più rapida crescita. Questo permette di mangiare pesce senza incidere sull’impoverimento dei mari. In Italia, infatti, è stato istituito un elenco delle imbarcazioni autorizzate alla cattura del pesce spada.

Il nuovo ordine è dovuto all’aumento di domanda da parte dei Paesi in via di sviluppo, che stanno incrementando la produzione locale sia di pesca catturata che di pesce allevato. Il commercio ittico internazionale è, infatti, raddoppiato negli ultimi anni. Secondo i dati ottenuti dalla Fao, dal 2013, il valore del commercio di salmone e trota ha battuto quello di gamberetti e le vendite di polipi sono in ascesa a discapito dei calamari. Questi incidono sull’economia dei Paesi grazie all’exploit del pangasio. Secondo la Fao, la maggior parte degli allevamenti si trova in Asia, ma stanno crescendo in Africa e America centrale e meridionale. Un settore che sta crescendo grazie all’andamento delle stagioni e al meteo. L’acquacoltura ha la capacità di offrire prodotti standardizzati ed è possibile minimizzare gli sprechi, migliorando la salubrità ed incentivando gli investimenti in impianti di stoccaggio.