I due miliardi e mezzo destinati alla ricerca serviranno secondo Stefania Giannini al “finanziamento della ricerca di base e applicata, o valorizzata e trasferita, seguendo per la prima volta un disegno strategico complessivo che mette aree di intervento in priorità: aerospazio, l’agrifood, l’energia, il campo biomedico”.
Per la Giannini bisogna “Insistere molto su capitale umano, quindi piu’ dottori di ricerca e ricercatori nei settori strategici, sostegno e incentivazione allo sviluppo di un partenariato privato-pubblico strutturale stabile. Il problema della ricerca non e’ solo quello di una non sufficienza dei fondi pubblici, ma anche dell’assoluta carenza dei fondi privati”.
“Se comparate quello che investe il settore privato in Germania, negli Stati Uniti o in Finlandia non c’e’ confronto. Siamo abbondantemente al di sotto dell’1%, se non ricordo male allo 0,69%”. “Una policy orientata a strutturare questo rapporto con un meccanismo d’incentivazione saràuno dei capitoli piu’ robusti” Nel Mezzogiorno si registra “una desertificazione progressiva d’istruzione e ricerca”.
Come saranno distribuiti i finanziamenti? Pare che ” poco meno di 500 milioni” saranno “destinati a una progettazione per enti di ricerca e/o universita’ e/o strutture nazionali e internazionali che incidano sull’area meridionale, individuando cio’ che gia’ esiste come eccellenza riconosciuta”.


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