Salute: l’alterazione dei batteri nell’intestino potrebbe essere legata all’autismo

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L’alterazione dei batteri presenti nell’intestino potrebbero essere legati a disturbi comportamentali come l’autismo. Il dato, emerso da recenti studi internazionali, fa del cosiddetto microbiota un ‘osservato speciale’ sul quale indagare per far luce su una condizione – i disturbi dello spettro autistico – che secondo l’Oms colpisce almeno un bambino su 160. Proprio in occasione della IX Giornata Mondiale della consapevolezza sull’autismo, Susanna Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad alta intensità di cura della Fondazione Policlinico e dell’Università degli Studi di Milano e presidente dell’Associazione mondiale per le malattie infettive ed i disordini immunologici e spiega quali prospettive si aprono grazie a queste ricerche. Fra le altre, il possibile utilizzo di sostanze probiotiche.

L’autismo è una sindrome legata ad un mix tra predisposizione genetica o ereditarietà e numerose cause esterne. Il disturbo si manifesta in genere entro i primi 3 anni di vita e resta spesso difficile da diagnosticare. Proprio per questo motivo, la ricerca sta cercando nuove spie da poter monitorare. “I dati di ricerche nel modello animale, in bambini con disturbi dello spettro autistico e nei loro familiari – afferma Esposito – hanno dimostrato che sintomi gastrointestinali e alterazioni nel microbiota sono spesso associati a disturbi neuro-comportamentali nei pazienti affetti da autismo“. “Il microbiota – ricorda infatti la specialista – riveste nell’intestino importanti funzioni fisiologiche quali la maturazione del sistema immunitario, la degradazione di macromolecole alimentari complesse, la detossicazione, la produzione e l’assorbimento di vitamine e minerali, e influenza anche il comportamento. Il sistema immunitario ha sviluppato degli strumenti per convivere con il microbiota, ma anche per tenerlo sotto controllo. Quando questo controllo viene meno avviene la disbiosi, cioè una de-regolamentazione delle comunità batteriche che non si manifesta sempre con diarrea o stipsi, ma può portare ad altri disturbi infiammatori. In alcuni casi come chiara patologia infiammatoria gastrointestinale, in altri come allergie, obesità o diabete e, non ultimo, l’autismo“.

La possibilità di interventi specifici per modificare la qualità del microbiota apre quindi alla prospettiva di nuovi approcci terapeutici nel trattamento dei sintomi dell’autismo: “Nuovi studi clinici – continua Esposito – hanno dimostrato che i probiotici, vale a dire i batteri buoni come quelli che sono presenti nello yogurt, possono avere un potenziale terapeutico nel disturbo dello spettro autistico. L’idea che intervenendo sulla flora batterica si possa contribuire a migliorare i sintomi dell’autismo e dei disturbi comportamentali rappresenta un progresso davvero straordinario, e porta alla necessità di ricerche mirate“. Secondo i dati dell‘Istituto superiore di sanità si stima che in Italia soffrono di autismo circa 4 bambini su mille. Per ragioni ignote, inoltre, la condizione sembra colpire i maschi 3 o 4 volte più delle femmine. “Siamo molto felici di poter assistere a continui progressi e nuove scoperte sui disturbi dello spettro autistico – dichiara Fabiana Sonnino, presidente di Tutti giù per terra Onlus In occasione della Giornata mondiale vogliamo ribadire l’importanza di una diagnosi precoce, per poter attivare i migliori interventi abilitativi adeguati ai bisogni di ogni persona con disturbo dello spettro autistico ed efficaci a migliorarne la qualità della vita. E’ questa anche l’occasione per rassicurare mamme e papà, sottolineando ancora una volta come, sebbene le cause dell’autismo siano in gran parte sconosciute, non esista alcuna prova scientifica che dimostri un possibile legame tra il vaccino contro il morbillo, i vaccini in generale e il disturbo autistico“.