Salute: l’ipetensione si combatte anche con il passo di danza

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Lasciarsi travolgere dal ritmo, da soli, in coppia o in gruppo. E sopratutto senza limiti d’età. E’ anche a passo di danza che oggi si combatte l’ipertensione. Una ‘terapia’ trasversale, ben vista dai medici e dalle linee guida dei maggiori esperti europei in materia di ipertensione, che suggeriscono di praticare un esercizio aerobico dinamico per 30-45 minuti 3-4 volte a settimana, a un livello di intensità pari al 50-70% della massima capacità di carico lavorativo. E’ per queste doti che la danza è finita sotto i riflettori a Napoli, in una delle ‘lifestyle session’ del Congresso della Siprec (Società italiana per la prevenzione cardiovascolare), già sostenitrice dei programmi ‘Make Your Heart Feel Good‘, la campagna europea promossa da Daiichi Sankyo per sensibilizzare la popolazione sulla prevenzione delle patologie cardiovascolari, attraverso semplici accorgimenti da adottare nella vita quotidiana.

Attraente per tutti i target di pazienti, la danza può essere adattata alle esigenze e ai gusti di ogni età e cultura, e modulata sulle limitazioni fisiche personali. Poco importa quale dei tanti stili si pratica, quando studi internazionali identificano benefici per gli over 60 e dimostrano che è utile per migliorare forza e resistenza muscolare, agilità, equilibrio e coordinazione, e prevenire osteoporosi e rischi cardiovascolari. “E’ fondamentale per tutti, e soprattutto per chi soffre di patologie cardiovascolari, consultare il proprio medico o uno specialista prima di intraprendere qualunque forma di esercizio fisicoprecisa Massimo Volpe, professore ordinario di cardiologia e direttore della Scuola di specializzazione in malattie dell’apparato cardiovascolare dell’università Sapienza di Roma – ma in generale gli sport più indicati per questo tipo di pazienti sono quelli con metabolismo aerobico (di resistenza piuttosto che di potenza) e a medio o basso impegno cardiocircolatorio“.

La danza ha queste caratteristiche, “ma – aggiunge lo specialista – porta a chi la pratica anche i benefici psicologici derivanti dalla sua natura piacevole e divertente. Può essere percepita come un hobby piuttosto che come uno sforzo fisico imposto o una terapia“. L’ipertensione e le altre patologie cardiovascolari in Italia sono responsabili del 41% dei decessi. L’80% di queste malattie è attribuibile a fattori di rischio comportamentali. L’inattività fisica, a cui secondo l’Oms sono imputabili 3,2 milioni di morti l’anno, è il quarto dei principali fattori di rischio. Un’attività fisica regolare consente di abbassare mediamente la pressione sistolica (la ‘massima’) di 3,1 mmHg. Ed è stato dimostrato che riducendola di soli 2 mmHg nei pazienti di mezza età, si riduce anche del 7% il rischio di mortalità per ischemia e altre cause cardiovascolari e del 10% il rischio di mortalità da ictus. L’allenamento aerobico migliora i valori pressori a riposo, la risposta pressoria agli stimoli psicoemotivi, e previene gli eventi cardiovascolari attraverso più meccanismi, attenuando il tono del sistema nervoso simpatico, diminuendo la frequenza cardiaca, migliorando la funzione endoteliale con riduzione della rigidità della parete arteriosa, e correggendo i molteplici fattori della sindrome metabolica. La danza è un “ottimo antidoto alla malattia ipocinetica per i sedentari – spiega Carlo Tranquilli, medico responsabile della Federazione italiana danza sportiva e membro del Comitato medico della World Dance Sport FederationLa socializzazione, la riduzione dello stress, i miglioramenti della forza e dell’equilibrio sono solo gli effetti più evidenti, senza dimenticare che questi aspetti hanno importanti ricadute anche in termini di spesa sanitaria pubblica“, visto che è stato calcolato che le patologie cardiovascolari costano all’economia europea circa 196 miliardi di euro l’anno.