Prevenire il rischio di ictus cerebrale nei pazienti affetti da fibrillazione atriale è possibile tramite un’arma in più. Si chiama idarucizumab ed è una sostanza capace di controllare l’effetto del dabigatran, il farmaco utilizzato per fluidificare il sangue ed evitare l’ictus, evitando che il sangue diventi troppo fluido e causi sanguinamento cerebrale.
Gli esperti lo hanno definito l’airbag del dabigatran in quanto si manifesta solo in caso di soccorso. “Rispetto alla terapia anticoagulante tradizionale, i farmaci Nuovi Anticoagulanti Orali (NAO) non necessitano di controlli ematici costanti, hanno scarsissime probabilità di interazioni con alimenti e altri farmaci, sono somministrati a dosaggio fisso e presentano un ridotto rischio di emorragie cerebrali rispetto alla terapia tradizionale” spiega Giuseppe Di Pasquale, Direttore della Cardiologia dell’ Ospedale Maggiore di Bologna.
“L’elemento interessante di idarucizumab (che è indicato anche nei pazienti che assumono dabigatran per eventi di tromboembolismo venoso) – afferma Marco Moia, Responsabile della Terapia Anticoagulante all’ Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – è che non produce alcun effetto pro-trombotico. E’ un inattivatore specifico del dabigatran: il suo meccanismo, infatti, elimina in pochi minuti dalla circolazione sanguigna il dabigatran, riportando la coagulazione alla normalità”.


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