Spazio, ESRIN: arrivano gli Open Days 2.0

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La sigla 2.0 è ormai entrata nel linguaggio comune per indicare un salto di qualità – indipendentemente dall’ambito in cui avviene. Vuol dire che si sono investiti tempo e risorse con un obiettivo preciso: offrire un’esperienza completamente rinnovata e sensibilmente migliorata. L’edizione 2016 degli Open Days dell’ESRIN può davvero fregiarsi dell’aggettivo 2.0, tanto grande è stata la cura dei suoi contenuti e il modo in cui sono stati presentati.

I bambini e gli insegnanti hanno risposto entusiasticamente alla tradizionale iniziativa dell’ESA che scandisce ogni anno l’arrivo della primavera, al punto che si è esteso il periodo degli Open Days all’intera settimana dal 7 all’11 marzo per far fronte alle innumerevoli richieste. L’appuntamento nella Big Hall riserva subito la prima sorpresa: non più le file ordinate di sedie dall’aspetto un po’ troppo “congressuale” ma una teoria di tavoli pronti ad accogliere le mille esigenze dei giovani partecipanti – dal supporto agli esperimenti che di lì a poco li avrebbero visti protagonisti, alla possibilità di consumare tranquillamente pranzi e  merende sul posto. Schermi video sparsi sui tavoli aumentavano l’interattività e permettevano di mantenere più a lungo l’attenzione.

ESRIN_Open_Days_2015_mediumPaxi, la mascotte dell’ESA, quest’anno si è sdoppiata: oltre ai tradizionali selfie, si aggira instancabile tra i tavoli aiutando chi è in difficoltà, rispondendo alle domande più svariate, introducendo i vari argomenti e gli speakers. Per placare gli animi durante un gioco particolarmente concitato non esita a far sentire la sua voce impugnando un vecchio megafono e creando così un divertente contrasto tra vecchie e nuove tecnologie. Perché molto gira attorno a un grande successo dell’alta tecnologia spaziale europea: il progetto Copernicus – o lo si dovrebbe chiamare “Mr. Copernicus”, il supereroe ecologico protagonista di un azzeccato cartone animato proiettato a tutto schermo? Le sue “Sentinelle”, i satelliti artificiali inviati nello spazio per tenere sotto controllo lo stato di salute del nostro pianeta, inviano ogni giorno dati che verranno processati in immagini di prima qualità che possono essere utilizzate dalle diverse istituzioni per il monitoraggio dell’ambiente.

Open-day-scuole-268x179Alcune “App” sono giochi didattici semplici ma di grande impatto come suddividere l’immagine di una regione terrestre o di una città in quadranti scoprendola a poco a poco. Naturalmente i primi a riconoscerla vincono un premio. Il livello di difficoltà sale progressivamente fino a inseguire una “Sentinella” sulla sua orbita attorno alla Terra imparando a indovinarne la traiettoria. Il vantaggio di questo approccio “2.0” è di poter seguire e assistere studenti e insegnanti anche fuori dall’ESRIN rendendo così permanente l’esperienza vissuta agli Open Days.

La Big Hall per dimensioni e struttura si presta a momenti spettacolari. Dopo il benvenuto in video dell’astronauta italiano Luca Parmitano si inforcano gli occhiali 3D per fare un giro sulla della Stazione Spaziale Internazionale e condividere le stranezze dell’assenza di peso. Anche gli esperti che all’ESRIN vegliano perché un asteroide non ci caschi sulla testa si sono convertiti al 3D: è uno strumento ideale per districarsi in mezzo alle traiettorie di questi imprevedibili corpi celesti. Uno sguardo alle sfere trasparenti in cui fanno bella mostra due grandi meteoriti è d’obbligo prima di lasciare la grande sala, diretti ai laboratori didattici.

ESRIN_Open_Days_2015_medium (1)Qui gli studenti (alla fine si sfioreranno le 400 presenze giornaliere) vengono divisi in gruppi meno numerosi per poter essere seguiti meglio dagli “animatori scientifici” che affiancano il personale e i volontari dell’ESRIN. ExoMars, la missione dell’ESA in partenza verso Marte, occupa il posto d’onore. Il futuro “rover” che porterà l’Europa a muovere i primi passi sulla superficie del pianeta rosso, non può essere teleguidato da Terra: ecco allora che una schiera di EV3, i piccoli robots semoventi della Lego, viene messa a disposizione dei programmatori in erba, che devono insegnargli come spostarsi sul tavolo senza cadere di sotto. “Siete pronti a diventare dei piccoli ingegneri robotici”? incita uno degli animatori; “Certo! io ho già la laurea!” risponde un impaziente futuro ingegnere.

I veri protagonisti sono loro, bambini e bambine, ragazzi e ragazze, inseguiti da microfoni e telecamere come fossero delle piccole star. Davanti alla videocamera infrarossa che dà colore al calore, un piccolo scienziato disperato si batte la mano sulla fronte esclamando: “Mi sono scordato l’arcobaleno!”. Mano alzata e domanda fulminante sul rischio asteroidale, di quelle difficili da rispondere: “… e se vi sbagliate?“. Un quesito semplice ma dalle implicazioni non banali: “Perché gli astronauti non hanno le scarpe?“. Per rispondere a tono bisognerebbe chiamare in causa la relatività generale. Esclamazione stupefatta davanti alle acrobazie degli astronauti sulla stazione spaziale: “fanno un lavoro fichissimo!“. Durante la giornata cui si poteva assistere agli Open Days in diretta web streaming, una regia particolarmente ispirata (anch’essa 2.0!) andava in presa diretta con interviste improvvisate. “Cosa vuoi fare da grande?” – risposta: “Ho un piano A e un piano B. Il piano A è l’ingegnere, il piano B il procuratore dei calciatori” (qualche obiezione?). Sul programma Copernicus c’è una richiesta: “Posso avere una Sentinella a casa? Alla mia famiglia sarebbe utilissima…“. Un breve messaggio allegato a un foglio stampato recita: “Vi regalo questa pagina sul sistema solare“: dedicato a tutti quelli che si sono impegnati a ogni livello, dalla vigilanza agli speakers, ai volontari, ai responsabili della logistica, tutti, per rendere gli Open Days una esperienza fantastica e li ripaga dei lati inevitabilmente stressanti dell’organizzazione.

Tra loro non si può non ammirare il successo duraturo delle attività curate dalla British Interplanetary Society: la missilistica a portata di mano. I simulatori di volo catalizzano l’attenzione di tutti i futuri piloti iperspaziali, mentre i lanci di razzi in miniatura sono un appuntamento che anche gli addetti ai lavori non vogliono assolutamente mancare.

La prospettiva “cosmica” delle attività dell’ESA e al contempo l’attenzione verso il nostro pianeta natale che caratterizza l’ESRIN, è riassunta in un pensiero recapitato a mano: “Secondo me la Terra, anche se piccola, è il pianeta più bello e interessante che ci sia“. Parole sante . Appuntamento al prossimo anno!

Conformemente agli articoli 96 e 97 della legge sul diritto d’autore (Legge 22 aprile 1941 n. 633), relativi alla riproduzione, esposizione o messa in commercio di immagini personali, l’evento Open Days ad ESRIN del 711 marzo 2016 è un evento svolto in pubblico a fini scientifici, didattici e culturali.