Terremoto e tsunami in Giappone, vittime e danni: tutti i numeri a 5 anni da Fukushima

MeteoWeb

A cinque anni (11 marzo 2011) dal sisma di magnitudo 9 e dallo tsunami che devastarono il nordest del Giappone provocando anche la crisi nucleare di Fukushima, 174mila persone vivono ancora lontano dalle loro case originarie e alcune opere di ricostruzione sono ancora in corso. Il nordest del Giappone continua il percorso di ripresa all’ombra di Fukushima, dove dopo cinque anni dal peggior incidente nucleare dai tempi di Chernobyl del 1986 è stato completato il 10% dello smantellamento dell’impianto nucleare, processo che si prevede durerà fra 30 e 40 anni.

fukushimaDi seguito alcune cifre ufficiali che riflettono la situazione nel Paese e quantificano la sfida della ricostruzione e i progressi degli ultimi cinque anni:
– I morti per il disastro: 15.894.
– Dispersi: 2.562.
– Edifici distrutti e danneggiati dallo tsunami: circa 400mila
– Sfollati a causa della tragedia: 470mila (circa 99mila provenienti dalla zona di esclusione nella prefettura di Fukushima).
– Persone che restano ancora sfollate: 174mila (circa 60mila in alloggi temporanei).
– Città giapponesi che ospitano sfollati: 1.139.
– Macerie raccolte: 29,27 milioni di tonnellate (processo completato al 97% nella prefettura di Fukushima e al 100% in quelle di Iwate e Miyagi).
– Terremoti dal 2011 e fino al 6 marzo: 12.077.
– Bilancio destinato finora alla ricostruzione: 26,3 miliardi di yen, pari a circa 211 miliardi di euro.
– Bilancio totale stimato per la ricostruzione fino al 2020: 32 miliardi di yen, pari a 257 miliardi di euro.
– Smantellamento di Fukushima: al 10%.
– Persone che lavorano quotidianamente nell’impianto di Fukushima Daiichi: circa 6.800.
– Indennità stimata dalla compagnia Tepco per gli evacuati a causa della catastrofe: 5,8 miliardi di yen, pari a 46,4 miliardi di euro.
– Reattori nucleari in condizioni di operatività attivi in Giappone: 2 su 43.
– Volume di terra e rifiuti contaminati dalle emissioni di Fukushima: 22 milioni di metri cubici ripartiti in decine di milioni di sacchi di nylon.