Una Pasqua che non sarà molto fruttuosa per il turismo toscano. E i motivi sono diversi. Innanzitutto per l’incognita meteo, decisivo per i last minute; poi per la paura del terrorismo, che potrebbe pesare nelle città più grandi; e infine a causa della meningite, che sta facendo registrare sempre più casi nella regione, a fronte di una diminuzione dei vaccini. E’ quanto afferma Confcommercio regionale sulla base di un’indagine tra gli operatori delle strutture ricettive della Toscana: il 41% lamenta un calo di prenotazioni, specie di stranieri, il 38 indica una sostanziale stabilità, il resto un lieve aumento. Il soggiorno medio, si spiega, è nel 65% dei casi di due o tre notti, nel 29% di una sola notte, il resto circa una settimana, specie in agriturismi e case vacanza. Tratto comune di molti turisti di Pasqua è poi la propensione per un livello di spesa piuttosto contenuto: meno di 90 euro totali per un pernottamento in camera doppia. Il 25% è disposto a spendere fino a 120 euro, pochissimi sopra 150 euro a notte. Tra gli stranieri a mancare sono soprattutto russi, americani, giapponesi e nord europei.
E dopo i fatti di Bruxelles la paura di viaggiare in Europa si fa più forte e stanno arrivando le prime disdette. Potrebbe essere il riscatto delle cosiddette destinazioni ‘minori’, percepite come più tranquille dagli italiani ma pressoché sconosciute dagli stranieri. “Spesa contenuta, a fronte di presenze più o meno stabili se non addirittura in diminuzione, significa tagli alla redditività e posti di lavoro a rischio – sottolinea il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni -. A questo si aggiunge che, fatta eccezione per destinazioni consolidate come Firenze, che lo scorso anno ha conosciuto un boom di presenze, nelle altre gli operatori della ricettività sono costretti a fare leva solo sul prezzo per sperare di attirare clienti. Li abbassano a fronte di aumenti costanti su tasse e tariffe“. La paura degli attentati pesa anche sui toscani: secondo un sondaggio online di Coldiretti regionale il 23% modificherà il programma del ponte pasquale, circa 400.000 invece quelli che, stima l’associazione, non si lasciano condizionare ed hanno scelto di trascorrere almeno un giorno di vacanza in Italia e all’estero, dato comunque in calo del 20% rispetto all’anno precedente.
Più in generale, per Coldiretti quasi l’85% dei vacanzieri rimarrà in Italia preferendo la classica gita fuori porta ed il pranzo in agriturismo. E a fare il pieno, segnando un +15% di presenze, saranno gli oltre 4mila agriturismi toscani che propongono ristorazione e “che tradizionalmente sono tra le mete più ambite per trascorrere uno o più giorni (la durata media è di tre-quattro), a contatto con il buon cibo, la natura ed il divertimento”.


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