Violente tempeste di bora hanno flagellato la costa slovena e croata: registrate raffiche da 180 km/h

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Nei giorni scorsi fra l’area balcanica e il bacino centrale del mar Mediterraneo si è venuta a creare la configurazione barica ideale per l’attivazione di fortissimi, a tratti pure violenti, venti di bora. Stabolta non tanto sul Golfo di Trieste o l’Istria, ma lungo la Dalmazia e tutto il medio-alto Adriatico. Tutto è iniziato nella nottata fra martedì 22 e mercoledì 23 Marzo 2016, mentre sul medio-basso Tirreno si isolava una ciclogenesi particolarmente esplosiva, che presentava un minimo barico da capogiro, sceso fino alla soglia di 983 hpa, in lenta evoluzione verso levante.

PPVG89L’isolamento e il successivo rapido approfondimento di questa ciclogenesi afro-mediterranea ha generato un fitto addensamento di isobare (compressione del “gradiente barico orizzontale”) con una spiccata curvatura ciclonica tra le Alpi e l’Italia centrale che risucchiava masse d’aria piuttosto fredde, pesanti e dense dall’area carpatico-danubiana e dai Balcani dirette verso gli “intagli” naturali delle Alpi Dinariche. Sovente, con questo tipo di configurazione, quando l’alta pressione si dispone con il proprio asse verso nord-est lungo il suo margine orientale può tracimare aria molto fredda che si versa sull’Europa centro-orientale per aggirare ad est l’ostacolo delle Alpi e incanalarsi tramite le famose “porte” del Carso e delle Alpi Dinariche, traboccando con violenti raffiche verso il mar Adriatico.

ciclone GabyLa presenza di un “gradiente barico orizzontale” così compresso, fra le Alpi, le regioni centrali italiane e le Alpi Dinariche, ha prodotto un ulteriore accelerazione del flusso sinottico (nei bassi strati), dai quadranti orientali, che dopo aver attraversato l’Ungheria, la Croazia e la Bosnia Erzegovina si è perfettamente “canalizzato” all’interno delle famose porte delle Alpi Dinariche per poi uscire sotto furiosi “deflussi” verso le coste della Dalmazia e il mar Adriatico, dove si sono attivati furiosi venti “Catabatici” che localmente, grazie a locali effetti di amplificazione locale, hanno raggiunto velocità davvero impressionanti.

L'attivazione dei fortissimi venti "Catabatici" lungo le coste della Dalmazia sulle coste settentrionali dell'isola di Pago
L’attivazione dei fortissimi venti “Catabatici” lungo le coste della Dalmazia sulle coste settentrionali dell’isola di Pago

Basti pensare che in alcune stazioni amatoriali croate, ubicate all’imbocco dei principali valichi delle Alpi Dinariche, si sono misurate raffiche di caduta violentissime fino a 180 km/h. Ma picchi ben più violenti, prossimi ai 200 km/h, sono stati registrati sui monti della Croazia, proprio lì dove si originano i violenti “deflussi” eolici che sfogano verso la costa dalmata e le sottostanti isole croate. Sulle zone costiere della Dalmazia, come sull’isola di Pago, le raffiche di caduta più violente avrebbero toccato picchi di 130-140 km/h, ma con picchi localmente superiori ai 140-150 km/h.

In questa circostanza il vento di caduta si è reso particolarmente violento e turbolento a causa della particolare disposizione delle isobare che dopo essersi infittite si sono allineate quasi in parallelo con l’asse dei valichi (o porte) presenti lungo le Alpi Dinariche. Ciò ha permesso ai “deflussi” dalle Alpi Dinariche di dare origine a violentissime tempeste, con raffiche di uragano che hanno lambito punte di oltre 130-140 km/h lungo le coste dalmate.

Specie lungo le coste più settentrionali dell’isola di Pago (meglio conosciuta come Pag), particolarmente esposte alle violente raffiche “Catabatiche” dei venti di bora che scivolano a gran velocità dalle vallate del monte Velebit. Queste raffiche di vento, molto forti e turbolenti, arrivando sul mare tendono rapidamente ad incresparne la superficie, colorandolo di bianco. Le creste vengono letteralmente polverizzate dalle raffiche molto violente, tanto da sollevare per aria nubi di salino composte da microscopiche goccioline di acqua di mare che sotto la spinta del vento fortissimo raggiungono l’isola di Pago, determinando una drastica riduzione della visibilità.

allerta-vento-forte1Si tratta per l’appunto dello “spray marino”, molto frequente durante le giornate di bora molto forte fra il Golfo di Trieste, l’Istria e le coste dalmate. Le forti raffiche “Catabatiche” dello scorso mercoledì hanno causato anche notevoli danni e disagi in buona parte della costa croata settentrionale, sradicando diversi alberi e scoperchiando i tetti di abitazioni situate lungo l’uscita di queste vallate che hanno amplificato ulteriormente la forza della bora.

La congeniale conformazione orografica locale ha contribuito a far acquistare ulteriore velocità alla massa d’aria, causando enormi disagi e danni. Una volta raggiunto l’Adriatico i forti venti da NE, in uscita dalle coste dalmate, hanno agitato la superficie di questo bacino, creando spettacolari soffiate di salino (le creste polverizzate dalle fortissime raffiche di vento) e un intenso moto ondoso di deriva che si è rapidamente diretto verso le coste di Marche, Abruzzo e Molise, con ondate alte più di 3.0-4.0 metri che si sono abbattute lungo i litorali del pesarese, anconetano, maceratese, pescarese, teramano e del Molise, originando mareggiate di debole e moderata intensità che hanno insistito fino alla giornata di giovedì 24 Marzo 2016.