Zaha Hadid: addio ad uno dei più grandi architetti del mondo [FOTO]

Si è spenta poco fa, a 65 anni, Zaha Hadid, uno dei più grandi architetti al mondo. E’ stata stroncata da un attacco cardiaco proprio mentre era ricoverata al Miami Hospital per una bronchite. La notizia è stata comunicata dalla Bbc. Nata a Baghdad il 31 ottobre 1950, Zaha Hadid si colloca sulla scena dell’architettura contemporanea come una delle figure più note per il suo stile versatile e suggestivo, di grande fascino e impatto.Prima donna a ricevere nel 2004 il premio Pritzker, oltre al premio Stirling, alla medaglia d’oro del Royal Institute of British Architects (RIBA), inclusa nel 2010 dal Time nelle 100 personalità più influenti del mondo, conta 246 architetti nel suo studio, lo Zaha Hadid Architects che, secondo BD Insurance Bureaudenti, è al 45 posto nell’elenco dei più importanti studi di architettura del mondo.

LaPresse/PA
LaPresse/PA

Zaha Hadid, dopo aver studiato matematica all’American University di Beirut, nel 1972 si trasferisce in Inghilterra, laureandosi con lode, nel 1977, all’Architectural Association School di Londra. Dalla personalità poliedrica, Zaha Hadid, che oltre all’architettura era appassionata di pittura, design e moda, amava viaggiare spesso in Italia, specialmente a Roma.Realizzatrice di un suo linguaggio, inquadrato nell’ambito del Decostruttivismo, vinse, nel 1983, il concorso per il progetto del club “The Peak” a Hong Kong.Da qui la sua scalata al successo: nel 1986 vince il concorso per il Kurfurstendamm a Berlino e tre anni dopo, per un Centro d’arte e di Comunicazione a Düsseldorf.

LaPresse/PA
LaPresse/PA

Dal 1990 in poi ha ricevuto numerosi incarichi, tra i quali ricordiamo: il Padiglione a Groningen; il bar ristorante Moonsoon a Sapporo in Giappone nel1990; l’allestimento dell’esposizione “The Great Utopia” presso il Guggenheim Museum a New York nel 1992. E’ sua la realizzazione dell’edificio per pompieri della Vitra Museum nel 1993 a Weil am Rheim, in Germania, che è incluso tra le opere più indicative della corrente del Decostruttivismo.Vince il concorso internazionale per la Cardiff Opera House nel 1994 e nel 1997 viene insignita della Sullivan Chair, presso la School Of Architecture della University Of Chicago.

LaPresse/PA
LaPresse/PA

Nel 1998 con il Lois & Richard Rosenthal Center for Contemporary Art, a Cincinnati in Ohio si impone su progettisti come Daniel Libeskind e Bernard Tschumi. Qui Zaha Hadid usa il vetro stratificato per realizzare la facciata traslucida.Nel 2000 è la volta del padiglione della “Mind Zone” al Millenium Dome di Londra e di alcuni progetti in Italia, come quello a Salerno del “Maritime Terminal” e della Nuova Stazione Alta Velocità Napoli – Afragola.

LaPresse/PA
LaPresse/PA

Altro interessante progetto è la fabbrica della BMW di Lipsia in Germania, mentre nel 2001 è la volta del Guggenheim Foundation di Tokyo, della Placa de las Artes, a Barcellona e dell’Ordrupgaard Museum Extension di Copenhagen.In Italia era nota per il MAXXI di Roma, il Museo delle arti del XXI secolo, inaugurato il 28 maggio 2010 in via Guido Reni, sulla base di un concorso bandito nel 1998. Hadid aveva recentemente partecipato anche al concorso per la riqualificazione delle caserme sempre in via Guido Reni. Tra gli altri progetti italiani c’è uno dei tre grattacieli della nuova zona di Citylife a Milano.