15 Aprile 1986: a Lampedusa tanta paura per i missili di Gheddafi

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Sono trascorsi 30 anni da quel giorno in cui i cittadini di Lampedusa avvertirono due boati in mare. L’evacuazione della base americana Loran fu immediata come l’agitazione dei militari. Tanti furono gli isolani a lasciare il paese. A provocare i boati fu il colonnello Gheddafi, che decise di far esplodere a largo due missili Scud. “In quel momento ci rendemmo conto di trovarci nel pieno di una tensione militare gravida di conseguenze“, dice Salvatore Martello, a quel tempo assessore ai lavori pubblici in una giunta di sinistra guidata da un sindaco del Pci, Giovanni Fragapane. L’allora presidente del Consiglio, Bettino Craxi aveva sottolineato la “contrarietà del governo italiano” al raid americano. “Forse non si calcolava che Lampedusa fosse già territorio italiano“, commenta Martello.

In quella occasione si scoprì che l’isola era esposta come obiettivo militare così come ora è il punto di approdo più prossimo del flusso dei migranti“. La giunta decise di organizzare un corteo pacifista, mentre i pescatori non si mossero dal porto, le scuole rimasero chiuse ed i turisti abbandonarono l’isola. “Quell’anno – ricorda Martello – registrammo un boom turistico. Smaltita la paura, la gente veniva per vedere i segni dei missili di Gheddafi“.