Lo street artist Biancoshock, le cui installazioni hanno come temi ricorrenti la povertà, l’abbandono degli ambienti urbani, il consumismo, lo stress cittadino, il rapporto uomo/natura, ha presentato il suo nuovo progetto.
Si chiama Borderlife ed è ispirato ai senzatetto di Bucarest, dove circa 600 persone vivono letteralmente nelle fogne, conducendo una vita sempre al limite, come il nome del progetto suggerisce. Biancoshock ha arredato i tombini in disuso della periferia di Milano, trasformandoli in miniappartamenti per senzatetto…un modo per sottolineare la gravità della loro situazione non solo nel capoluogo lombardo ma in tutto il mondo.
I tombini sono stati dotati di piastrelle, quadri, utensili, ma anche di un bagno con doccia e accappatoio, una cucina piccola ma con tutto il necessario, un piccolo salotto adibito a spazio relax in quanto lo street artist è dell’opinione che:“Se alcune criticità non si possono evitare, tanto vale renderle confortevoli”. Se di solito sono i colonnati e le facciate a fare da scenario all’arte urbana, questa volta i protagonisti sono i tombini, ogni giorno distrattamente e freneticamente calpestati da tanta gente.Ma Milano non è nuova all’utilizzo dei tombini.
24 di essi sono stati restaurati e decorati ad arte da altrettanti importanti nomi della moda italiana tra cui Giorgio Armani, Valentino, Prada e Moschino, e portati all’asta per sostenere, con l’intero ricavato, la campagna #sfidolafame di Oxfam Italia, impegnata nel migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle donne in paesi come Sudan, Marocco, Libano e Haiti con corsi di formazione e un aiuto concreto nell’avviamento di cooperative e microimprese di produttrici e commercianti. Questa volta lo scopo è diverso ma altrettanto encomiabile: sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stato di emarginazione in cui vivono i senzatetto di tutto il mondo.


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