“Acqua è salute: cosa sappiamo del rischio amianto?”

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Le più recenti indagini e gli studi per ricercare la eventuale presenza di fibre di amianto nelle acque potabili sono rassicuranti e consentono di affermare che non ci sono al momento rischi connessi all’utilizzo dell’acqua degli acquedotti del Friuli Venezia Giulia, anche laddove vi sono ancora tratti di condutture in cemento-amianto“. E’ quanto emerso nella Tavola rotonda “Acqua è salute: cosa sappiamo del rischio amianto?” che si è tenuta oggi nella sala Del Bianco del Comune di Staranzano, alla quale ha partecipato anche l’assessore all’ambiente Sara Vito, organizzato da Scuola Provinciale Acqua, AdriaticGreeNet e Comune di Staranzano con il sostegno della Regione FVG e della Provincia di Gorizia. Vito ha ricordato che il Monfalconese “ha vissuto le conseguenze drammatiche dell’uso di questo minerale in ambito lavorativo. E’ opportuno presentare le azioni che la Regione ha attuato per contenere il rischio e avviare capillare attività di bonifica“.

Per le acque potabili, ha ricordato Vito, “bisogna capire l’effettiva pericolosità delle condutture in cemento-amianto. Tramite le indagini e gli studi in programma sarà comunque possibile individuare le priorità ed effettuare interventi di bonifica e sostituzione delle condutture“. Durante l’incontro sono stati ricordati i risultati dei monitoraggi effettuati da Arpa nel 2005, già allora del tutto tranquillizzanti: dei 21 campioni analizzati solo in 2 erano state trovate tracce di fibre di amianto. Per Fiorella Belpoggi, direttore dell’Istituto Ramazzini di Bologna, il calcare spesso presente nelle acque, specie nel Goriziano, si deposita sui bordi delle condutture di cemento-amianto, formando un manicotto protettivo che impedisce la diffusione delle fibre nell’acqua.