Al Gemelli di Roma il primo Cinema in Ospedale: è subito un successo

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La Cinematerapia sbarca anche in Italia e ad accogliere maxi schermi e poltrone in pelle è stato il Policlinico Gemelli di Roma che ancora una volta ha fatto parlare di sé non solo per essere una delle strutture d’avanguardia più eccellenti al mondo , ma anche per aver sposato dal 13 aprile il progetto MediCinema, che se non fosse per lettini e flebo posizionati di fronte lo schermo, di certo non si capirebbe che gli spettatori, ai quali tutto questo è dedicato, sono delle persone ricoverate.

Mercoledì scorso è stato infatti proiettato all’ottavo piano dell’Ospedale il film Il libro della giungla Disney, e i pazienti hanno potuto respirare per qualche ora la nostalgica aria di casa e di vita quotidiana lontana dai soffocanti camici bianchi.

Il progetto arriva direttamente da Londra e si propone di essere una ” terapia del sollievo” per chi si ritrova costretto a dover vivere in corsia.

«In due anni abbiamo realizzato qualcosa che in Italia non era mai esistito e che poteva sembrare un progetto impossibile», ha spiegato la presidente di MediCinema Italia Onlus, Fulvia Salvi, sottolineando che «è la prima sala cinematografica integrata in una struttura ospedaliera italiana ed è la prima di queste dimensioni realizzata in Europa».

Infatti la sala allestita può ospitare fino a 130 persone, tra cui pazienti, medici, volontari e malati non autosufficienti. Il costo totale dell’operazione ha raggiunto i 500 mila euro, somma ingente, ottenuta grazie alla collaborazione di Walt Disney e Rai.

«Il nostro obiettivo – sostiene Celestino Pio Lombardi, responsabile della Commissione medico-scientifica del progetto- è quello di ridurre lo stress dei pazienti, cercare di rimuovere in qualche modo le preoccupazioni di chi deve sottoporsi a un’operazione chirurgica o a un esame fastidioso, ma anche, per esempio, a donne che hanno una gravidanza difficile».

«Senza la Walt Disney – ammette invece il direttore generale della Fondazione del Policlinico, Enrico Zampedrinon sarebbe stato possibile fare tutto questo ma sono state molto importanti anche le altre realtà coinvolte nel progetto, a partire dalla Rai. Grazie a un gioco di squadra perfetto e un impegno fortissimo siamo riusciti in pochi mesi a costruire questa sala ed è motivo di grande soddisfazione. Speriamo che possa in qualche modo alleviare le sofferenze e i pensieri dei pazienti. Già giovedì scorso abbiamo avuto un primo paziente che è venuto a vedere un film: un bambino da noi ricoverato per il quale era proprio la prima volta che vedeva un film al cinema. È stato un momento bellissimo, di forti emozioni».