Nella Giornata Mondiale della Terra “chiediamo una campagna di educazione alimentare e ambientale e, a quattro anni dalla Risoluzione del Parlamento Europeo, rilanciamo la richiesta di proclamare l’Anno Europeo contro lo Spreco Alimentare entro il 2025”. Così il fondatore di Last Minute Market Andrea Segrè, ideatore del movimento spreco zero alla base dell’impegno contro lo spreco alimentare in Italia e in Europa, e presidente del Comitato che, per il ministero dell’Ambiente, è incaricato di elaborare il Piano nazionale di riduzione dei Rifiuti. Vale 143 miliardi di euro ogni anno lo spreco alimentare nei Paesi dell’Unione Europea e ciascun cittadino Ue spreca ogni anno 173 kg di alimenti. Gli Stati di Ue 28 producono ben 88 milioni di tonnellate di spreco alimentare all’anno e a contribuire di più allo spreco sono le famiglie con 47 milioni di tonnellate, il 70% dello spreco alimentare europeo derivante da consumo domestico, ristorazione e vendita al dettaglio.
Calcolando che l’ammontare complessivo degli alimenti prodotti nell’Ue (stima 2011) è di circa 865 kg/persona, significa che il 20% circa del totale del cibo prodotto finisce per diventare spreco alimentare (dati progetto Fusions – Last Minute Market e UnIbo). Sul pianeta un terzo della produzione di cibo destinata al consumo umano si perde o si spreca lungo la filiera alimentare, circa il 24% misurando in calorie (Wri 2013). E c’è di più: il valore economico del cibo sprecato a livello globale si aggira intorno ai 1.000 miliardi di dollari l’anno ma sale a circa 2.600 miliardi di dollari se si considerano alcuni dei costi “nascosti” legati all’acqua e all’impatto ambientale.
