L’ingresso dell’aria fredda, di origine polare marittima, come capita sovente in queste occasioni, sarà accompagnato da intensi e freddi venti dai quadranti settentrionali che spazzeranno soprattutto la Sardegna, la Sicilia e le nostre regioni meridionali, con raffiche che potranno lambire la soglia dei 70-80 km/h. Già in queste ore l’ingresso dei primi refoli di aria fredda, dalla valle del Rodano, con l’attivazione di intensi venti occidentali, sta favorendo lo sviluppo di un minimo depressionario relativo per effetto “sottovento” sul Golfo di Genova. La sviluppo di questo minimo depressionario orografico, a partire dal pomeriggio di domani, verrà agevolato dall’afflusso dei venti di “mistral”, i quali uscendo a ventaglio dalla valle del Rodano, tendono a diramarsi in più direzione, propagandosi al mar di Corsica, mar di Sardegna fino alle Bocche di Bonifacio.
Una parte dell’intenso flusso in uscita dal Rodano tenderà a spingersi verso est, urtando con i monti della Corsica nord-occidentale e piegano verso nord-est, risalendo la costa del levante ligure come sostenuti venti di libeccio e ostro che bordando i rilievi dell’immediato entroterra raggiungeranno il Golfo di Genova, mascherandosi come correnti di scirocco e levante (E-SE) sul capoluogo ligure. Una volta chiusa la circolazione appena descritta avviene la formazione del minimo barico orografico secondario attorno il Golfo di Genova, noto anche come “Genoa low“.
La genesi di questo nuovo minimo depressionario sottovento alle Alpi verrà supportato da masse d’aria più fredde, polari marittime (e non artica marittima), determinerà un considerevole aumento della vorticità positiva sui mari che circondano l’Italia. Il processo ciclogenetico traslerà rapidamente verso le coste Toscane e il Lazio, per poi muoversi nelle prime ore di lunedì 25 Aprile in direzione del basso Adriatico, e successivamente della costa albanese. Nel corso della giornata l’aumento dei valori di geopotenziale in quota e del campo barico nei bassi strati inspessirà ulteriormente il “gradiente barico orizzontale” fra la Spagna e i mari italiani, rafforzando ulteriormente la ventilazione da NO e O-NO che supererà la soglia d’attenzione fra mar di Sardegna, Canale di Sardegna e basso Tirreno.
Difatti il minimo depressionario relativo, stimato sui 999 hpa, spostandosi molto lentamente verso le coste laziali e in seguito sul basso Adriatico, tenderà a contrapporsi più ad ovest con il promontorio anticiclonico oceanico, con massimi barici di oltre i 1030 hpa posizionati in pieno Atlantico. La presenza di questo solido anticiclone sull’Atlantico settentrionale, con massimi barici superiori ai 1030 hpa, produrrà un significativo divario barico con il bacino centrale del mar Mediterraneo, generando un consistente “gradiente barico orizzontale” che dalle Baleari si estenderà fino all’Italia meridionale e ai vicini Balcani.
Questo “gradiente barico orizzontale”, creato dal consistente divario barico fra il minimo depressionario relativo, in lenta evoluzione verso il basso Adriatico, e il promontorio anticiclonico azzorriano esteso con i propri elementi principali sul nord Atlantico, tenderà ad attivare un intenso flusso nord-occidentale che dalla Francia meridionale tenderà a dilagare sul Mediterraneo centro-occidentale, sfondando attraverso l’unico valico aperto alle correnti atlantiche, ossia la valle del Rodano.
Il “gradiente barico orizzontale” (differenze di pressioni) che si viene a determinare lungo i margini delle due contrapposte figure bariche (appena menzionate) dà origine al “mistral” che è costretto ad incanalarsi lungo la Valle del Rodano per sfondare sul “mare Nostrum” con forti venti, da N-NO e NO, diretti verso la Sardegna, il mar Tirreno e i Canali attorno le isole maggiori. Data la presenza di un “gradiente barico orizzontale” abbastanza fitto, specie fra mar di Corsica e mar di Sardegna, i venti di “mistral” che dal Rodano si dipaneranno sui mari che circondano la Sardegna daranno origine a intense correnti da NO che dalla tarda serata di domani raggiungeranno l’intensità di burrasca, fra mar di Corsica, mar di Sardegna, per propagarsi al Canale di Sardegna, fino alle coste occidentali e meridionali dell’omonima isola, che verranno spazzate da forti raffiche da O-NO e NO, capaci di raggiungere picchi di oltre i 70-80 km/h.
Il flusso settentrionale, che altro non è che l’aria fredda polare marittima traboccata sul Mediterraneo centrale, tramite il Rodano e le vallate alpine, lungo il bordo occidentale della ciclogenesi adriatica, nella giornata di lunedì 25 Aprile si spingerà verso il medio-basso Tirreno, dando luogo ad una intensa ventilazione che oltrepasserà la soglia d’attenzione su diverse regioni.
Dal pomeriggio di lunedì, dopo aver investito il Canale di Sardegna e le coste tunisine settentrionali, gli intensi venti di maestrale, in attivazione lungo il lato occidentale del minimo depressionario relativo, in allontanamento verso l’Albania, si propagheranno al Canale di Sicilia e alla Sicilia, con sostenuti venti da O-NO e NO, che toccheranno punte di oltre i 60-70 km/h, localmente anche più di 80 km/h in mare aperto e nei settori costieri esposti della Sicilia settentrionale. In modo particolare fra il pomeriggio e la serata di lunedì, quando l’aria fredda sfogherà in Sicilia e sullo Ionio, presentandosi sotto forma di intensi venti da O-NO e NO che potranno toccare picchi di oltre i 70-80 km/h.
Una parte dell’aria fredda, dopo aver aggirato ad est l’ostacolo eretto dalle Alpi, scivolerà fra l’Ungheria, la Croazia e la Bosnia Erzegovina, raggiungendo l’Adriatico come sostenuti venti da Nord e N-NE che interesseranno le coste di Abruzzo, Molise e Puglia, con raffiche che potranno lambire la soglia dei 60 km/h. Solo dalla mattinata di martedì 26, grazie al colmamento del minimo depressionario sui Balcani e al contemporaneo allentamento del “gradiente barico orizzontale”, fra Spagna e Mediterraneo centrale, l’intensa ventilazione nord-occidentale comincerà ad attenuarsi, spirando ancora intensa, poco sopra la soglia d’attenzione, sullo Ionio, con raffiche sopra la soglia d’attenzione, fino a 60-70 km/h, e mare che diverrà anche agitato a largo.
L’attivazione dei forti venti di maestrale, fra mar di Corsica, mar di Sardegna, Canale di Sardegna e Canale di Sicilia, causerà un rapido aumento del moto ondoso su tutti questi bacini, che già dalla serata di domani passeranno da molto mossi (forza 4) ad agitati (forza 5), fino a divenire molto agitati (forza 6), in particolare il mar di Sardegna.
Su questi due bacini, data il soffio di venti davvero forti dal quadrante nord-occidentale in mare aperto, si svilupperanno onde di “mare vivo” alte più di 3.5-4.0 metri, ma con “Run-Up” localmente superiori ai 5.0 metri. Queste onde produrranno delle mareggiate, anche moderate, sui litorali della Sardegna occidentale e in forma più ridotta sulle coste della Sicilia settentrionale, dove si attendono onde fino a 2.5-3.0 metri. Lunedì pure il basso Tirreno e il Canale di Sicilia si presenteranno agitati (forza 5) o molto agitato (forza 6) a largo, con marosi sui 3.0-4.0 metri. L’intenso moto ondoso provocherà l’interruzione dei collegamenti marittimi fra Trapani e Pantelleria, Porto Empedocle e le Pelagie e Milazzo con le isole Eolie. Per monitorare la situazione in tempo reale ecco le pagine relative al nowcasting:


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