Analisi Meteo: dopo il gran caldo di Aprile la crisi del vortice polare riporterà freddo e instabilità?

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Mentre l’attenzione di tutti è riservata all’ormai imminente ondata di calore in arrivo sulle nostre regioni meridionali, fortunatamente “ridimensionata” rispetto alle previsioni dei giorni scorsi, dal mar Glaciale Artico arrivano importantissimi segnali di cambiamento verso il medio-lungo termine. Insomma, dopo questo lungo periodo di caldo anomalo, con temperature largamente superiori alle medie del periodo, potrebbe fare seguito un radicale cambio di circolazione che potrebbe favorire il ritorno di masse d’aria decisamente più fredde e molto più instabili. Tutta per colpa del progressivo indebolimento della figura del vortice polare, indotto dal moderato “stratwarming” (o meglio “final warming”) in atto, già da Marzo, sopra buona parte del mar Glaciale Artico.

cursnow_asiaeuropeQuesto notevole riscaldamento della stratosfera, attualmente ben evidente lungo la colonna stratosferica, sta contribuendo a mettere in crisi la circolazione legata al vortice polare, il quale sta cominciando a subire un vero e proprio “split” visto che il nucleo del vortice polare stratosferico comincia a frammentarsi.

plot008_f60Questo significativo riscaldamento della stratosfera, da settimane ben osservabile sopra l’Artico, propagandosi alle quote inferiori della troposfera, sta favorendo una mutazione della circolazione atmosferica in sede artica già a partire dalla bassa stratosfera. Al momento si tratta solo di semplici avvisaglie su un possibile coinvolgimento più diretto della colonna troposferica, ma non possiamo escludere che questo possa realmente concretizzarsi nelle prossime settimane, favorendo un radicale cambiamento della circolazione atmosferica lungo tutta la regione artica, proprio in coincidenza dell’entrata della bella stagione.

plot006_f48Al momento elaborare una previsione per il lungo è quasi impossibile, visto che ci troviamo di fronte la famigerata “barriera di primavera”, periodo in cui elaborare una previsione a cosi lunga scadenza diventa un compito molto arduo, per non dire impossibile, viste le variabili in gioco. Ma ormai è certo che questo indebolimento del vortice polare troposferico avrà interessanti ripercussioni sulla circolazione sinottica sull’area euro-atlantica, favorendo così il possibile ritorno di masse d’aria fredde, di origine polare marittima, su buona parte del vecchio continente, specie fra fine mese e la prima decade di Maggio, quando in vaste aree d’Europa le temperature potrebbero scendere su valori ben al di sotto delle medie stagionali.

plot002_f30In questi ultimi giorni, inoltre, è stato possibile osservare come gli effetti di questo “stratwarming” sono riusciti a propagarsi nella parte più alta della troposfera, con il conseguente aumento del campo dei geopotenziale che ha agevolato lo sviluppo sul mar di Beaufort di una imponente area anticiclonica, ben strutturata nell’alta troposfera.

plot009_f36Questa struttura anticiclonica, contraddistinta da massimi barici che supereranno i 1040 hpa nel tratto più settentrionale del mare di Beaufort, nel corso dei prossimi giorni contribuirà a destabilizzare la figura del vortice polare, la quale, di tutta risposta all’attacco anticiclonico e all’improvviso aumento dei geopotenziali in quota, rischierebbe di disintegrarsi in due o più “lobi” pronti a muoversi verso le medie latitudini, fra l’Asia settentrionale, il nord America e l’Europa.

Una ipotesi previsionali che se venisse confermata produrrebbe un nuovo cambio di circolazione in Europa, capace di andare a minare l’ingresso della bella stagione alle nostre latitudini, in un contesto di fasi di tempo fresco, o addirittura freddo, e piuttosto instabile, con frequenti fenomeni temporaleschi, alternate a periodi maggiormente stabili e più soleggiati.