Arriva l’Atlante delle stragi nazi-fasciste, così si dà volto alle vittime italiane

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Gli invasori tedeschi ed i loro alleati fascisti della Repubblica di Salò hanno ucciso almeno 23.461 civili. Di questi, il 61% fu ucciso dai nazisti ed il 19% dai fascisti mentre il 14% da azioni congiunte. I dati sono il frutto del lavoro di oltre 100 ricercatori di 60 associazioni che hanno dato vita all'”Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia 1943-1945“, che è stato presentato oggi alla Farnesina alla presenza dell’ambasciatrice tedesca in Italia, Susanne Marianne Wasum-Rainer. Sono tante le storie ed i ricordi che finalmente potranno essere ricordati  in un “sistema coerente, organico e scientifico, che ci restituisce una ricostruzione completa e non più a macchia di leopardo” delle stragi compiute durante l’occupazione, ha dichiarato il Direttore Generale per l’Ue della Farnesina, Giuseppe Buccino Grimaldi.

La ricerca ha censito tutte le vittime con tanto di immagini e testimonianze. Le regioni in cui sono state registrate più vittime sono state: la Toscana e l’Emilia Romagna. Proprio in questo territori si sono verificati gli episodi più noti, come: Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema e Padule di Fucecchio. A queste regioni seguono: Piemonte (2.792), Veneto (2.383), Campania (1.409), Friuli Venezia Giulia (1.076), Lazio (1.035, l’episodio più clamoroso, le Fosse Ardeatine), Lombardia (1.024) e Abruzzo, le cui vicende erano meno note (903). Nella maggior parte dei casi, le vittime venivano causate a seguito di un rastrellamento e solo in rarissimi casi in caso di rappresaglia. Per le vittime dei fascisti, nella maggior parte di casi si trattava di renitenti alla leva e solo in pochi casi di disertori.