Ai confini del Sistema Solare, il telescopio spaziale Hubble ha individuato una piccola luna, scura, che orbita attorno a Makemake, il secondo più grande pianeta nano ghiacciato (dopo Plutone) nella Fascia di Kuiper. Il satellite naturale, al momento designato S/2015 (136472) o MK 2, è oltre 1300 volte più debole di Makemake: la scarsa luminosità sarebbe dovuta alla sua scarsa forza di gravità che non le permetterebbe di trattenere le particelle di ghiaccio che sublimano quando la luce solare è più intensa. Secondo gli astronomi avrebbe quindi un aspetto molto simile alle comete scure che orbitano nella Fascia.
MK 2 è stato rilevato approssimativamente a 13.000 miglia dal pianeta nano, ed il suo diametro è stimato in circa 100 miglia (quello di Makemake è di 870 miglia). Il pianeta nano, scoperto nel 2005, prende il nome dalla divinità della creazione secondo la mitologia della popolazione di Rapa Nui (Isola di Pasqua).

Si tratta della prima volta in cui viene scoperto un oggetto “compagno” di Makemake, uno dei cinque pianeti nani riconosciuti dall’International Astronomical Union. Le osservazioni sono state effettuate nell’aprile 2015 grazie alla Wide Field Camera 3 e la scoperta è stata annunciata ieri su una Minor Planet Electronic Circular.
“Makemake appartiene alla classe di oggetti rari simili a Plutone, perciò trovare un compagno è importante,” spiega Alex Parker del Southwest Research Institute (Boulder, Colorado). “La scoperta di questa luna ci ha fornito l’opportunità di studiare Makemake con un dettaglio che non saremmo mai stati in grado di raggiungere senza il compagno.” Aumentano infatti le somiglianze con Plutone (entrambi sono ricoperti di metano ghiacciato).
I ricercatori dovranno ora effettuare ulteriori osservazioni per determinare se l’orbita della luna è ellittica o circolare: secondo le prime stime, se il satellite segue un’orbita circolare, la completa in 12 giorni circa. In ogni caso, svelare le caratteristiche dell’orbita servirà anche a scoprire l’origine dell’oggetto: se stretta e circolare, è probabile che MK 2 sia un prodotto della collisione tra Makemake e un altro oggetto della Fascia di Kuiper.
Futuri studi permetteranno agli astronomi di calcolarne la massa, con cui sarà possibile risalire alla densità e alla composizione interna. Precedenti osservazioni ad infrarosso condotte in quell’area – spiega l’ASI – non avevano individuato il satellite avvolto dai bagliori del pianeta nano, la cui superficie coperta da metano allo stato solido riflette la luce solare. Le analisi dei predecessori di Hubble mostravano un mondo in miniatura estremamente freddo, dalla superficie brillante e inspiegabilmente costellata di macchie nere. Quelle stesse chiazze ora potrebbero essere riconducibili proprio al transito della luna MK2 intorno al nano Makemake.


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