Un “sacchetto di plastica con escrementi e testicoli di animali” che potrebbe sviluppare “un’arma biologica” rudimentale è stato trovato, nello zainetto di Abderrahman Ameuroud, arrestato a Schaerbeek il 25 marzo. A dare la notizia è il quotidiano Dernieure Heure che, contesterebbe la dichiarazione della Procura federale belga, pubblicando un’informativa di polizia in cui attesta che “se si mescola una combinazione di elementi di questo tipo per dieci giorni in un ambiente buio, può provocare una reazione tossica“. “Questa informazione la si può trovare in certi forum jihadisti” continua l’avviso che invita tutti gli agenti a prendere “particolari precauzioni” nel corso delle perquisizioni, in quanto in caso di contatto “si possono infettati da batteri e virus che provocano tifo, tetano, botulismo, colera o listeriosi“. Il quotidiano osserva che “non è la prima volta che si sente questa cacofonia di comunicazione fra procura e polizia nei dossier degli attentati di Parigi o Bruxelles“. Per la polizia, inoltre, Abderrahmane Ameouroud “è conosciuto sulla Banca dati generale del Belgio” con il nome proprio senza la ‘e’ finale e che dal 24 marzo è “oggetto di un MAP e di un RIR codice 01“, citando come fonte di tale informazione “l’ufficiale di collegamento di polizia olandese a Kuala Lumpur (Malesia)“.
Attentati Bruxelles: nello zainetto trovata arma biologica


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