Bellissimi ma velenosi: i fiori da guardare e non toccare

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Bellissimi ma velenosissimi. Alcuni fiori sono da guardare ma non toccare perché possono essere addirittura mortali.

La bellissima digitale purpurea (Digitalis purpurea) contiene la digitalina, sostanza usata come farmaco per curare malattie cardiache. L’uso medico somministra piccolissime quantità dei glucosidi presenti, ma la pianta è molto velenosa ed è pericoloso per i bambini giocare con i bei fiori purpurei, che sembrano fatti apposta per infilarli sulle dita come ditali come suggerisce anche il nome. È un fiore comune soprattutto in Nord Europa. In Italia non cresce spontanea, tranne che in Sardegna, ma è stata ed è ancora coltivata nei giardini per la sua bellezza. Alta e diritta, dal suo fusto pendono numerosi fiori purpurei con macchiette bianche.

Aconito
Aconito

L’aconito (Aconitum napellus) è una delle piante più velenose della nostra flora, contiene aconitina sostanza della quale bastano pochi milligrammi per causare la morte. Diffuso sulle Alpi in suoli ben concimati, ad esempio vicino alle malghe, si nota per il fusto eretto e i bei fiori violetti dalla caratteristica forma che ricorda un elmo.

Alcune piante velenose assomigliano poi a specie innocue o addirittura commestibili, è il caso della cicuta (Conium maculatum), che assomiglia a altre ombrellifere come il prezzemolo o la carota selvatica. Velenosissima in ogni sua parte, era utilizzata nella Grecia antica per le esecuzioni capitali. Nel 399 a.C. il filosofo Socrate, accusato di empietà, fu condannato ad uccidersi bevendo una coppa di cicuta. La pianta possiede numerosi alcaloidi tossici, il principale dei quali è la conina. La caratteristica che la può rendere riconoscibile è il fusto con macchie rosso-violaceo e lo sgradevole odore.

L’oleandro è un’altra pianta bellissima, fra le più belle del bacino del Mediterraneo. Un arbusto dalla forma armoniosa e dalle foglie sempreverdi di un verde molto scuro. I fiori rosa, rossi, bianchi sono presenti in grande quantità per molti mesi all’anno. È per questi motivi che è stata coltivata un po’ dovunque, nei giardini mediterranei e negli spartitraffico o nelle strade cittadine. È però molto velenosa in ogni sua parte per gli esseri umani e gli animali, bisogna perciò fare molta attenzione che i bambini non lo maneggino né lo mettano in bocca.