Calabria: il cedro conquista il mercato della Cina e dell’Europa

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Il cedro di Calabria sarà un punto di ripartenza alla conquista dei mercati esteri. L’Europa e la Cina sono le nuove frontiere dei produttori che hanno dato vita ad una serie di iniziative per realizzare una filiera tra produttori e industria. Il presidente del consorzio Angelo Adduci ha deciso di spiegare all’Agi questa nuova situazione. La produzione di cedro trova il suo punto di forza nella cosiddetta “riviera dei cedri”, la costa tirrenica cosentina. In questo territorio operano più di 300 produttori.  “Stiamo lavorando – spiega Angelo Adduci – alla costruzione di un vero e proprio percorso del cedro, che avra’ effetti positivi soprattutto per il turismo. Per questo sono state avviate le procedure per il riconoscimento del marchio di derivazione d’origine protetta (Dop) e abbiamo proposto alla regione un piano nell’ambito del Pdr. Fino agli anni Ottanta il cedro era conosciuto solo come frutto candito. Oggi l’industria alimentare lo utilizza per la produzione di dolci, marmellate e sciroppi“.

CEDRO COPIl consorzio ha realizzato a Santa Maria del cedro, un centro polivalente con un museo dedicato, un laboratorio del gusto, una cittadella industriale. “Si tratta – spiega ancora Adduci – di un’attrattiva per i turisti. Stiamo lavorando per coinvolgere la ristorazione e i laboratori di pasticceria realizzando una rete di commercializzazione del prodotto“. La nuova sfida prevede quello di conquistare l’industria cosmetica e farmaceutica come shampoo o per creare farmaci contro il colesterolo ed il diabete. “Abbiamo contatti in tutta Europa, soprattuto con i paesi del Nord, molto interessati ai liquori e ai coimetici a base di cedro. Ma il paese piu’ promettente – dice Adduci – e’ la Cina, dove gli agrumi non esistono e dove constatiamo un grande interesse dell’industria cosmetica. C’e’ poi l’interesse di Israele e dei rabbini, che utilizzano l’agrume nei loro riti religiosi in occasione della festa del Sukkoth.

“In luglio e agosto – dice il presidente del consorzio del cedro – almeno un centinaio di rabbini raggiunge le nostre zone per acquistare il frutto, dopo averlo meticolosamente esaminato al fine di accertarne la purezza“. Primo obiettivo dei produttori e’ l’aumento della produzione, oggi attestata fra i 7.500 e i 15.000 quintali secondo l’annata.  “Possiamo arrivare a produrre almeno 40.000 quintali all’anno” sottolinea Adduci, che parla della possibilita’ di costruire un vero e proprio sistema economico da costruire nel comprensorio. “Negli anni Novanta il 90% della nostra produzione era commercializzato fuori dai confini calabresi. Vogliamo invertire questa tendenza – aggiunge – costruendo un filiera che coinvolga gli alberghi, i ristoranti, i bar e le pasticcerie del comprensorio, investendo i fondi del Psr, il programma di sviluppo agricolo regionale“.