Calo senza precedenti dell’aspettativa di vita in Italia: solo in Veneto si vive di più

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Per la prima volta nella storia del nostro Paese l’aspettativa di vita degli italiani è in diminuzione. E’ quanto emerge dal rapporto Osservasalute, secondo cui il fenomeno sarebbe legato ad una riduzione della prevenzione. Solo il Veneto, nel corso del 2015, ha fatto registrare dati positivi: 80,7 per gli uomini e a 85,7 per le donne. Questi dati di Osservasalute “sono da verificare” sottolinea il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha trasmesso lo studio alle direzioni competenti, quelle per la Programmazione e prevenzione, per una verifica. Qualora, ad ogni modo risultassero effettivi, ha rilevato il ministro, “cio’ evidenzierebbe un concetto che sosteniamo da tempo, e cioe’ la necessita’ di investire di piu’ in prevenzione, in tutte le regioni“.

Tra le altre aree tematiche toccate dall’analisi figurano anche i dati di mortalità che nel 2012, in Veneto, risultano pari a 103,2 per 10.000 per gli uomini ed a 62,9 per 10.000 per le donne (valore nazionale: uomini 105,4 per 10.000 e donne 67,5 per 10.000). Probabilmente su queste cifre incide anche lo stile di vita. Nel 2014, la quota di fumatori tra la popolazione veneta di eta’ superiore ai 14 anni e’ pari al 16,7% (valore nazionale 19,5%). Considerando il periodo 2007-2014, si osserva una diminuzione (-11,6%), ma altalenante con valori comunque tutti inferiori ai dati italiani. I veneti sono meno in sovrappeso del resto degli italiani: i maggiorenni ‘robusti’, nel 2014, sono il 28,5%, valore minimo tra le regioni italiane per un valore nazionale del 36,2%. In regione ci sono anche meno maggiorenni obesi che nel resto d’Italia: il 7,5%, valore minimo tra le regioni italiane contro il 10,2%.

Su tutto non puo’ che incidere anche l’Ambiente: in Veneto la percentuale dei rifiuti solidi urbani raccolti in modo differenziato e’ pari a 67,6% contro un valore nazionale del 45,2%. L’aria buona favorisce anche le pratiche sportive visto che per l’Osservasalute, in Veneto la prevalenza di coloro che dichiarano di non praticare sport e’ ‘solo’ del 27,7% contro un valore nazionale del 39,9%. Nel complesso, considerando l’arco temporale 2005-2014, i dati mostrano un andamento oscillante (differenza tra il valore massimo e minimo pari a oltre 6 punti percentuali) e risultano nettamente inferiori rispetto ai dati nazionali. Da evidenziare e’ il valore del dato veneto dell’ultimo anno che risulta in controtendenza rispetto al valore Italia. Considerando l’intero periodo temporale in Veneto si e’ registrato un aumento pari a +14,5% (valore nazionale +0,3%).

“Il fenomeno ha pochissimi precedenti nel mondo occidentale – ha spiegato Ricciardi -. L’unico in un paese democratico e’ la Danimarca 21 anni fa, e invece per un paese che veniva da un regime totalitario e’ successo in Russia dopo la caduta del comunismo. L’insegnamento danese e’ stato che visto il segnale d’allarme ci sono stati massicci investimenti in prevenzione, sui giovani, sulle donne, sul contrasto ai fattori di rischio, come il fumo, l’alcol e la sedentarieta’, e questo ha avuto dei risultati incredibili. Noi stiamo cominciando a vedere un segnale d’allarme, speriamo che il trend possa essere immediatamente invertito“.

La prevenzione, ha affermato Ricciardi, è fondamentale. “Vi pare normale che siamo l’ultimo paese al mondo per prevenzione? Vi pare normale che i nostri anziani di fatto non facciano prevenzione, quando i canadesi ci hanno dimostrato che la prevenzione sugli anziani e’ cruciale, che non li devi far arrivate alla disabilita’ e devi intervenire prima. Queste sono le grandi sfide che ci aspettano, il Ministro ce la mette tutta ma noi abbiano una sanita’ frammentata per cui certe regioni sono all’avanguardia e queste cose le fanno, altre no. Ho citato il caso dello screening per il colon retto, vi pare normale che ci siano regioni meridionali in cui non e’ ancora partito, e quindi in cui ci sono zero cittadini protetti?“.