Come vivere bene dopo i 65 anni? Seguendo la dieta giusta

Come vivere bene dopo i 65 anni? Forse la risposta giusta sta nel seguire una dieta mediterranea ricca di cereali integrali, frutta, verdura, pesce e olio d’oliva. E’ quanto emerso dai risultati di NU-AGE, progetto europeo coordinato dall’Università di Bologna pubblicato sul sito dell’ateneo, il cui obiettivo era quello di mettere a punto una dieta ideale, che permettesse agli over 65 di tutta Europa (che nel 2030 costituiranno tra il 25% e il 40% della popolazione) di invecchiare in salute, prevenendo e combattendo i disturbi che solitamente si manifestano con l’avanzare dell’età. Tra il 2011 e il 2014, nei cinque centri di ricerca aderenti al progetto (Clermont Ferrand in Francia, Bologna in Italia, Wageningen in Olanda, Varsavia in Polonia e Norwich in Gran Bretagna) sono stati presi  in esame 2.665 volontari che avevano superato i 65 anni. Di questi, 1.296 che risultavano in buona salute ed autosufficienti sono stati ripartiti metà in un gruppo di controllo e i rimanenti in un gruppo a cui sarebbe stata somministrata la “dieta mediterranea rinforzata” preparata ad hoc dai ricercatori NU-AGE.

I risultati sono stati evidenti: aumentando il consumo di cereali integrali, verdure, pesce e acqua e riducendo il consumo di bevande alcoliche, dolci e sale, i soggetti che hanno seguito la dieta NU-AGE hanno mostrato una diminuzione dei livelli di proteina C reattiva, un noto marcatore di infiammazione sistemica del nostro organismo. Inoltre, nel campione analizzato, l’aderenza alla dieta NU-AGE è associata a un miglioramento del profilo lipidico in termini di rapporto tra colesterolo totale e HDL e livello di trigliceridi, e ad una riduzione della perdita di massa ossea tipica dell’età avanzata. “I risultati mostrano che la dieta mediterranea riduce i casi di infiammazione“, spiega Claudio Franceschi, docente alla Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Alma Mater e coordinatore del progetto. “Tuttavia questo tipo di alimentazione può anche avere effetti diversi sulla salute di uomini e donne nei diversi paesi europei“. Per mantenere la salute della popolazione anziana maschile e femminile nei diversi paesi si renderà dunque necessario personalizzare e diversificare la dieta a seconda degli specifici fabbisogni nutrizionali, delle abitudini culturali e dello stile di vita delle persone anziane.

Alcune soluzioni in merito sono già allo studio: si pensa, ad esempio, a meccanismi cellulari e molecolari in grado di modulare la risposta dell’organismo alla nutrizione e a nuovi prototipi funzionali di alimenti, studiati apposta per gli anziani, sviluppati nell’ambito di NU-AGE, che potranno diventare prodotti competitivi sul mercato.