Farmaci: gli anti-epatite generici hanno gli stessi effetti di quelli di marca

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Arriva una conferma importante nel dibattito sul costo delle nuove super-terapie contro l’epatite C: i farmaci generici di queste molecole sono efficaci e sicuri quanto i prodotti di marca. Lo dimostrano i dati presentati oggi all’International Liver Congress 2016 di Barcellona, dai quali emerge un’alta risposta virologica sostenuta dopo il trattamento con le versioni ‘low cost’ dei super-farmaci sofosbuvir, ledipasvir, daclatasvir e della ribavirina. Al convegno spagnolo si è parlato molto di prezzi, che soprattutto in alcuni Paesi impediscono l’accesso al trattamento dell’infezione da Hcv.

I generici di medicinali blockbuster come il sofosbuvir sono già disponibili in alcune parti del mondo per meno dell’1% del prezzo di vendita dei loro omologhi di marca: cure che costano 94.000 dollari a persona negli Stati Uniti attualmente possono essere ottenute per meno di 1.000 dollari, e in futuro la terapia di 12 settimane potrebbe essere prodotta per 200 dollari a paziente, segnalano gli esperti di GP2U Telehealth, Hobart, Australia, autori dello studio i cui risultati provvisori mostrano che per il genotipo 1, il tasso globale medio di risposta è stato del 95%. Simile, dunque, a quello dei ‘griffati’. “I nostri dati ad interim – ha detto James Freemansuggeriscono una possibile soluzione per i pazienti affetti da epatite C in aree in cui l’accesso trattamento è stato ristretto a causa dei prezzi elevati richiesti per il trattamento di marca“. “Le implicazioni di una maggiore disponibilità di questi farmaci potrebbero essere enormi – commenta Laurent Castera, segretario generale della European Association for the Study of the Liver (Easl) – perché porterà a sempre più persone una possibilità di cura“.

Intanto, a Barcellona sono stati presentati anche i dati di uno studio pilota secondo cui nei pazienti con epatite C acuta trattati con una terapia di breve durata con antivirali ad azione diretta (6 settimane) il virus non è risultato rilevabile dopo 12 settimane di follow-up. “Dato l’alto costo di questi prodotti e gli effetti collaterali che si possono verificare durante un trattamento, abbiamo deciso di valutare se una durata abbreviata del trattamento (6 invece di 12 settimane) potesse essere un’opzione efficace per i pazienti con epatite C acuta“, ha spiegato Katja Deterding del Hannover Medical School, autore del lavoro. Il King’s College Hospital di Londra ha invece presentato uno studio su adolescenti, dimostrando l’efficacia delle terapie anti-epatite C anche in questa fascia d’età.