Firenze: ecco chi è il volto maschile della Gioconda

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Gian Giacomo Caprotti, detto il Salaì (da Saladino ossia “diavolo”), nacque a Oreno di Vimercate nel 1480 e morì nel 1524. E’ stato un pittore, allievo prediletto di Leonardo da Vinci. Da una ricerca, i cui risultati sono stati presentati stamattina a Firenze dal coordinatore dello studio, lo studioso di arte Silvano Vinceti, emerge che per dipingere la Gioconda, nota come Monnalisa, Leonardo si è ispirato a un uomo, oltre che a una donna. Questa figura maschile per Vinceti e la sua équipe di esperti ha un nome e un cognome, e anche un soprannome: Gian Giacomo Caprotti detto il Salaì. Il maestro e genio toscano di Caprotti – per il ricercatore Vinceti – si è avvalso usandolo come secondo modello. Di Lisa Gherardini, nobildonna fiorentina, Leonardo si sarebbe avvalso invece come prima modella.

Nel 1490 il Salaì divenne allievo di Leonardo: aveva 10 anni. Restò con Il genio toscano sino al 1516. Leonardo lo tenne a bottega, a Milano, Firenze e Roma. Una collaborazione artistica cementata da un grande affetto durata oltre 25 anni, che assunse molte delle caratteristiche di un rapporto quasi al limite dell’ambiguità. “Leonardo in uno scritto – spiega Vinceti – descrisse Salaì come “ladro, ghiotto e bugiardo“, ma ciò nonostante lo tenne sempre con sè. Nel 1524 la vita di Gian Giacomo si spense: una morte violenta, per un colpo di schioppo che pose fine alla sua irrequietudine.

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