Il Fiume Tevere: dal Fumaiolo al Tirreno, 405 chilometri di meraviglie naturali e di storia

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Oggi è il compleanno di Roma, e fra le tante iniziative verrà inaugurato il super “murales” sui muraglioni del Tevere, realizzato dall’artista sudafricano Kentridge. Il Tevere sarà al centro delle celebrazioni. Un fiume fondamentale per il territorio dell’Italia, non solo geograficamente (e geologicamente) ma anche per l’importanza che ha sempre avuto per i popoli che si sono succeduti intorno alle sue sponde.

Il fiume Tevere, 405 chilometri dalla sorgente alla foce, è il terzo fiume d’Italia per lunghezza dopo il Po e l’Adige; è conosciuto da tutti come “il fiume di Roma”. La sua sorgente è sul Monte Fumaiolo sull’Appennino tosco emiliano, in provincia di Forlì. Fu Mussolini a far spostare il confine fra Toscana e Romagna, affinché il fiume di Roma nascesse nella sua regione d’origine.

credit: Wikipedia
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Le sorgenti delle Vene si raggiungono con una breve e piacevole passeggiata, poco sotto la vetta del Monte Fumaiolo. La retorica del periodo fascista vi ha posto una colonna di travertino con teste di lupa ed un’aquila. Poco distante invece, una lapide posta dai poeti in dialetto romanesco ha tutto un altro tenore.

Dopo un breve percorso in Toscana dove il giovane fiume attraversa Sansepolcro, giunge in Umbria dove bagna Città di Castello e Umbertide. Sfiora Perugia e Deruta, e a quel punto è ormai in pianura dove il suo corso si fa sinuoso. Dopo Todi attraversa le strette gole del Forello nel Parco Fluviale del Tevere, e forma il lago artificiale di Corbara, utilizzato per la produzione di energia elettrica. Le gole sono suggestive e impervie, si possono percorrere in canoa o con altre imbarcazioni. Impossibili da percorrere a piedi per via delle ripide pareti rocciose. Poco più a valle una seconda diga forma il piccolo lago di Alviano, da decenni trasformato in un’oasi naturalistica per uccelli acquatici.

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gole del Forello

Ormai nel Lazio il Tevere riceve, presso la cittadina di Orte, uno dei suoi maggiori affluenti: il fiume Nera. Le sue acque abbondanti, provenienti dalle tante sorgenti dell’Appennino centrale, fanno aumentare notevolmente la sua portata.

A Roma il fiume attraversa la città formando molti meandri e un’isola di sedimenti: l’isola Tiberina.
Il fiume ha sempre avuto un regime torrentizio ed ha provocato innumerevoli alluvioni in città, di cui si hanno testimonianze fin dagli scritti degli storici più antichi. Immediatamente dopo che Roma era diventata la nuova capitale d’Italia, nel dicembre del 1870, un’esondazione distruttiva pose il governo di fronte alla necessità di progettare opere che potessero arginare ulteriori calamità.

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credits: Wikipedia

Fra i tanti progetti su cui il Parlamento si trovò a decidere vi fu anche quello presentato da Giuseppe Garibaldi, allora deputato, che proponeva addirittura di deviare il corso del fiume.
Prevalse infine un progetto che prevedeva la creazione di muraglioni con banchine protettive di 1,20 sopra il livello dell’ultima piena e la rimozione dei ruderi che ostruivano l’alveo del fiume.
I muraglioni trasformarono questa zona di Roma e vennero molto criticati dal punto di vista estetico. Hanno però evitato successive piene distruttive nel centro di Roma, anche se i problemi rimangono in periferia causa del regime torrentizio di un altro fiume: l’Aniene.

Il fiume sfocia infine nel mar Tirreno a Fiumicino, presso Ostia. I depositi portati dal fiume hanno fatto avanzare la foce negli ultimi 2500 anni di circa 4 chilometri come testimoniano i resti di Ostia antica e del porto di Traiano situati ora nell’entroterra.