In riferimento ai lavori svolti a Minori, il 7 aprile 2016, in occasione del Convegno organizzato dall’Ordine dei Geologi della Campania, di seguito la relazione della Presidenza nazionale Singeop (Sindacato Nazionale dei Geologi Professionisti).
“Il tema proposto per il Convegno è impegnativo e risulterebbe ostico se non ci fosse la concorrenza di forze intellettuali disposte a dare il proprio contributo ad una categoria, come la nostra, che ha il diritto di vantare la conoscenza di argomenti così delicati, come la difesa del suolo e il cambiamento climatico in atto.
E’ evidente che per fare ciò bisogna interrogarsi e chiarire il proprio ruolo partecipativo, intendendo per esso la specifica competenza vantata ed utile alla causa comune.
Considerato che la vocazione di un sindacato è quella di produrre lavoro e ricchezza sociale, esercitando il ruolo contrattuale che gli compete interfacciandosi con la forza politica rendendo, così, fruibile un mercato riconoscendone limiti e potenzialità, credo che noi abbiamo tutte le credenziali per farlo.
E’ evidente che i riflettori sono puntati sull’unica risorsa che impervia sulla scena di un Paese messo in ginocchio e riferito, solo e purtroppo strumentalmente, ai più recenti e ai correlati e connessi fenomeni franosi e di esondazione che hanno colpito alcune regioni d’Italia ricordando quanto è oggetto di rinnovata preoccupazione in merito al cosiddetto “rischio residuo”, inteso come rischio permanente sui territori esondabili anche dopo la costruzione di eventuali arginature o d’altre possibili opere di difesa e ricordando pure le elementari nozioni geomorfologiche, troppo spesso dimenticate, che con analoghi e grossolani errori geologici hanno consentito che avvenisse una vera e propria accelerata aggressione di aree geomorfologicamente instabili o potenzialmente rese tali da parte di quartieri, strade, infrastrutture e strutture persino di grande importanza strategica, moltiplicando a dismisura le condizioni base di pericolosità, vulnerabilità e rischio.
Potrei dire che tutto ebbe inizio dall’abrogazione dell’ottima legge 183/89 che, a partire dagli anni 2003-2004, si è nuovamente ripresa la precedente politica territoriale, aggressiva e sconsiderata, vanificando ogni iniziativa di Difesa del Suolo e svuotando le risorse del Ministero, non solo sul piano finanziario, persino su quello delle idee e della affidabilità.
Credo di essere in sintonia con il Sindaco di Minori e non solo, avendo ascoltato il suo accorato appello nel corso del Convegno che si è svolto a Benevento il 14 marzo 2016.
Doverosa questa premessa per analizzare il contributo che il Singeop e con esso la Confprofessioni apporta all’odierno evento del dissesto idrogeologico sul tema che si fonda sulla consapevolezza che il problema è si di natura tecnica, ma, dal momento che coinvolge oltre alla Geologia, la sicurezza dell’intero Paese, conseguentemente tutti hanno titolo ad occuparsene ed è giusto che tutti possano e debbano portare il loro contributo.
Questa l’idea di aver istituita la Commissione Permanente Dissesto Idrogeologico Confprofessioni.
Tante sono le giornate di sensibilizzazione sulla Prevenzione dei dissesti attraverso la pianificazione e non si contano i dati, le statistiche, interventi di esperti, gente comune, Politici, Amministratori, rappresentanti sindacali, intere categorie e quant’altro.
Sono maturi i tempi per una vera “rivoluzione culturale” volta essenzialmente alla conservazione del creato.
Il problema, dunque, è essenzialmente educativo ed per questo che necessita la più vasta partecipazione.
Spetta in primo luogo al mondo politico l’emanazione di una legge appropriata, una Legge di indirizzo da cui, a cascata : Decreti attuativi, Regolamenti e quant’altro.
Ma, nella realtà, di Leggi ce ne sono tante, spesso ridondanti, di difficile interpretazione ed applicazione.
Si tratta di individuare le “Figure Responsabili”, coinvolte in questo processo di salvaguardia, i loro compiti e le loro responsabilità, la predisposizione delle fasi progettuali e delle esecutive, i documenti accessori dove sono elencati tutti i compiti da assegnare ai diversi soggetti interessati, al “piano nazionale dei prevenzione e contrasto al dissesto idrogeologico”.
Io credo che in questa magnifica platea, siano presenti attori che faranno sentire una volta per tutte la loro voce.
Il patrimonio di valore inestimabile è il benessere dell’uomo intorno al quale dobbiamo costruire un mondo diverso rispetto a quello recentemente passato.
Non c’è più tempo da perdere, dal momento che è impensabile poter fornire una soluzione definitiva ed unica per la TUTELA DEL TERRITORIO E PER UNA VITA PIU’ SICURA.
Limitiamoci a porci l’obiettivo della Mitigazione del Rischio.
L’appello è fidatevi del contadino e sposiamo l’idea della fabbrica del Duomo di Milano che da 600 anni effettua una specialistica manutenzione alla struttura.
La Confprofessioni Liguria ha promosso per i giorni 15 e 16 un Convegno “Professionisti sotto la lanterna” per un rilancio della Geologia in Italia come volano di sviluppo.
Sarà nostra cura porre all’attenzione degli organizzatori del prossimo Congresso Nazionale dei Geologi, la sintesi di tali lavori.
Guglielmo Emanuele”


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