Sono stati geni indiscussi e pionieri di alcune delle più grandi invenzioni al mondo, eppure è stato proprio il loro ingegno a rivelarsi fatale. Stiamo parlando di inventori, chimici, fisici, alcuni di loro vincitori di premi Nobel, passati alla storia, tra l’altro, per essere stati i fautori della loro stessa fine.
Marie Curie: tra le prime donne scienziato, le furono assegnati ben due premi Nobel. Famosa per i suoi studi sulle radiazioni, fu la scopritrice del radio e del polonio. Purtroppo, i tempi erano ancora troppo acerbi perché si intuisse la pericolosità della radioattività. Morì nel 1934 quasi certamente a causa delle prolungata esposizione alle radiazioni.
William Bullock: la macchina rotativa, sua celebre invenzione, ha rivoluzionato il mondo della stampa e della cultura grazie alla sua velocità ed efficienza. Bullock morì però in un bizzarro incidente dovuto proprio alla sua scoperta. Nel 1867, durante la manutenzione di una delle sue macchine, la sua gamba rimase incastrata tra gli ingranaggi, infortunio che gli costò l’amputazione della stessa. Due settimane dopo non riuscì a sopravvivere alla cancrena che sopraggiunse dopo l’intervento.
Franz Reichelt: inventore di un particolare paracadute molto simile a una tuta alare, Reichelt morì nel 1912 durante il popolarissimo volo dalla Tour Eiffel documentato da numerosi giornalisti e curiosi. Dopo essere salito su uno sgabello, si lanciò nel vuoto, ma inaspettatamente il paracadute non si aprì, portando il suo ideatore a sfracellarsi rovinosamente al suolo.
Thomas Midgley: ingegnere, chimico e fisico statunitense, a lui si deve, tra l’altro, l’invenzione della benzina al piombo. Considerato il primo fautore del buco dell’ozono, negli anni ’40 contrasse una poleomelite che lo rese invalido. Progettò allora un meccanismo provvisto di corde e carrucole che avrebbe dovuto aiutarlo ad alzarsi dal letto, ma in cui malauguratamente rimase impigliato, finendo stragolato.
Thomas Andrews: progettista irlandese e amministratore delegato per la società di costruzioni navali Harland e Wolff di Belfast, la fama della sua “creatura” certamente lo precede. Fu infatti il responsabile costruttore navale per la nave di linea oceanica RMS Titanic, di cui fu passeggero nel suo primo ed ultimo viaggio. Andrews fu infatti una delle 1518 vittime del naufragio più famoso al mondo.


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