Inchiesta petrolio, esperto OMS: sbagliato lanciare allarmi costruiti su “etichette”

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Non si discutono i rischi per la Salute legati all’inquinamento ambientale, ma devono essere basati su parametri reali. Quando esplodono casi” come l’allarme per le estrazioni petrolifere in Val d’Agri, “si parla spesso senza cognizione, utilizzando non dati oggettivi e ambientali, ma etichette come è stato per la famigerata ‘Terra dei fuochi’. Su queste etichette si costruisce un allarme grave che non sempre corrisponde alla realtà dei fatti“: queste le parole di Roberto Bertollini, rappresentante dell’Organizzazione mondiale della sanità all’Unione europea, già direttore del Centro europeo dell’Oms per l’ambiente e la Salute. “Prima di tutto – spiega all’Adnkronos Saluteva analizzata la situazione dal punto di vista ambientale, per stabilire un’eventuale contaminazione e vedere se gli abitanti sono esposti, esaminando le varie fonti come acqua, aria, suolo, animali, alimenti. Per verificare poi l’esposizione negli individui ci sono tanti strumenti, dall’area di residenza come primo indicatore approssimativo al biomonitoraggio, cioè la ricerca degli elementi frutto di contaminazione nell’organismo“. “A questo punto, per stabilire il rischio, va verificato se le malattie associate mostrano un aumento rispetto al passato o ad altre aree. Insomma, sono necessari dati raccolti con metodo scientifico e in modo continuativo – sottolinea l’esperto – prima di generare allarme” fra gli abitanti di questi territori. “Gli unici dati al momento disponibili sono quelli dello studio Sentieri dell’Istituto superiore di sanità – prosegue Bertollini – Si tratta di dati oggettivi ma su macrofenomeni, come la mortalità, per cui si valuta, in correlazione con le diverse cause, se ci sono stati aumenti rispetto all’atteso fra gli adulti e i bambini“. “Un aumento di mortalità per Aids non ha nulla a che vedere con la situazione ambientale, ma ci sono altre cause – come alcuni tipi di tumori – che possono essere associate a inquinamento del territorio: si tratta di una prima ipotesi generale, ma appunto ancora un’ipotesi, perché quest’aumento di mortalità può essere dovuto a diversi fattori di rischio“, conclude.